Sulle Dolomiti lucertola più antica al mondo

02 Giugno, 2018, 20:31 | Autore: Piera Gizzi
  • La testa del fossile elaborato dalla microCT. | MUSE

Risale a circa 240 milioni di anni fa il più antico esemplare noto del gruppo animale degli squamati, che oggi comprende serpenti e lucertole: a documentarlo è fossile di un piccolo rettile, Megachirella wachtleri, venuto alla luce nelle Dolomiti. Questi rettili, con i loro 250 milioni di anni di età, sono coevi dei dinosauri.

La "Eva" di tutte le lucertole e dei serpenti fa la sua scalata dalle Dolomiti alla copertina di Nature, retrodatando di ben 75 milioni di anni l'origine dei rettili squamati, mentre il "Pollicino" degli spinosauri, con il suo artiglio conservato al Museo di Storia Naturale di Milano, afferra la pubblicazione sulla rivista PeerJ dimostrando di essere nato per nuotare e camminare in terreni paludosi.

TRIESTE La più antica lucertola del mondo e il più piccolo esemplare del più grande dinosauro predatore di tutti i tempi: è una preistoria da record, quella che riemerge da due fossili riscoperti a colpi di intuizioni e nuove tecnologie da gruppi di ricerca italiani, tra cui quelli di Trieste occupano un posto di rilievo.

Con la microtomografia. Massimo Bernardi, del MUSE, non ha dubbi: "Questo piccolo rettile, che credo possa a buon titolo essere considerato tra i più importanti resti fossili mai rinvenuti nel nostro Paese, sarà da oggi un riferimento per i paleontologi e per tutti coloro i quali studieranno o racconteranno l'evoluzione dei rettili". Il Megachirella wachtleri, questo il nome del rettile, è passato al vaglio di un team internazionale di paleontologi: allo studio, pubblicato su Nature, hanno partecipato anche esperti del MUSE (il Museo delle Scienze), del Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam (Trieste), dell'Elettra Sincrotrone Trieste e del Centro studi e ricerche Enrico Fermi (Roma).

Oggi la Terra è abitata da circa 10.000 specie di lucertole e serpenti, quasi il doppio delle specie di mammiferi.

In primis, il fossile della lucertola Megachirella wachtleri, ritrovato quasi 20 anni fa in Val Pusteria. Nonostante questa diversità, fino a ora, l'origine e le prime fasi dell'evoluzione di questi rettili erano rimaste avvolte nel mistero. Ma l'impossibilità di estrarre il reperto completo dalla roccia, e quindi di studiarne le porzioni non visibili a occhio nudo o al microscopio, non aveva consentito di comprenderne a fondo l'anatomia.

La tecnica di microCT è simile ai sistemi Tac ospedalieri, ma permettono di ottenere dettagli di gran lunga maggiore e consente di dare vita ad un modello 3D virtuale delle parti esterne e interne dei campioni analizzati con risoluzione estremamente dettagliata.

L'utilizzo di tecniche scientifiche all'avanguardia ha permesso di ricostruire l'ipotetica morfologia del fossile. "Quando abbiamo visto i risultati ci siamo resi conto di essere i primi, dopo milioni di anni, a poter osservare la "faccia" della Megachirella, ossia quella inglobata nella roccia", spiega Federico Bernardini, uno dei ricercatori. I ricercatori hanno combinato i dati con le scansioni TC ottenute presso le strutture ICTP-Elettra di Trieste, rivelando che Megachirella era in realtà il più antico squamato conosciuto.

Grazie alla spettacolare ricostruzione di Megachirella in vita - realizzata dal pluripremiato paleoartista milanese Davide Bonadonna - la ricerca ha inoltre conquistato la copertina della rivista, che da vent'anni non dedicava ad un fossile italiano la propria prestigiosa immagine di apertura.

L'origine di lucertole e serpenti va retrodatata di circa 75 milioni di anni.

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