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Diritti tv, l'annuncio di MediaPro: "Presentate alla Lega garanzie da 1,6 miliardi"

05 Giugno, 2018, 16:25 | Autore: Eufebio Giannola
  • Diritti TV Serie A, Mediapro contro la Lega: 'siete in malafede'

All'incontro erano presenti il presidente della Lega Serie A, Gaetano Micciché, l'avvocato Paolo Nicoletti, ex sub commissario e profondo conoscitore del tema, il presidente di Mediapro, Jaume Roures, l'Ad del Milan Fassone e il vicepresidente dell'Udinese Campoccia, oltre agli advisor di Infront e ai legali di Mediapro. Lo dimostra la scaletta delle trattative private: domani entro le 13 verranno svelati i pacchetti (dovrebbe essere un misto per piattaforma e per prodotto) con i prezzi minimi, e già nel pomeriggio possono andare in scena i primi incontri, che si concluderanno alle 13 di venerdì.

Nella lettera Mediapro sostiene senza mezzi termini che la posizione della Lega sia in "mala fede", in quanto ha sempre tenuto aperti canali con Sky per la rivendita dei diritti tv, nonostante questi fossero stati assegnati da tempo a loro. Domani alle 8.30 è convocata l'assemblea della Lega Serie A, mentre giovedì 7 giugno è prevista l'udienza sul reclamo che Mediapro ha avanzato contro la decisione con cui il Tribunale di Milano il 9 maggio scorso, accogliendo l'istanza di Sky, ha di fatto bocciato il bando formulato dalla società spagnola per la vendita dei diritti tv del campionato per il triennio 2018/21. "Da una prima analisi le proposte presentate non sono redatte secondo i format previsti dal bando". "Il bando è aperto a tutti i broadcaster, vedremo cosa succederà", ha aggiunto. Adesso si apre la fase di offerta da parte di tutti broadcaster, nazionali e internazionali è un momento di valorizzazione del calcio italiano, che riguarda noi, i tifosi, tutti gli operatori e i giovani appassionati.

Da verificare sono le intenzioni degli altri broadcaster potenzialmente interessati, da Perform a Tim, da Mediaset a Discovery, senza escludere Mediapro, che potrebbe rientrare in partita non più come rivenditore ma come editore, magari non in solitaria. E i 64 milioni versati da Mediapro a titolo di garanzia?

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