Tunisia, "profondo stupore" per frasi Salvini: convocato ambasciatore

05 Giugno, 2018, 14:46 | Autore: Santina Resta
  • Matteo Salvini

La reazione di Tunisi è arrivata dopo che Salvini, in visita all'hotspot di Pozzallo, ha affermato che la Tunisia è un Paese libero e democratico dove non ci sono guerre, epidemie e pestilenze, che non sta esportando dei gentiluomini ma spesso e volentieri dei galeotti. Così il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente della Commissione Cei per la Carità, ha commentato (Ascolta) le dichiarazioni del nuovo ministro degli Interni italiano Matteo Salvini sull'immigrazione. Recita così la nota del governo della Tunisia che ha convocato l'ambasciatore italiano Lorenzo Fanara a Tunisi dopo le dichiarazioni di ieri di Matteo Salvini. Durante il colloquio è stata ribadita la volontà del nuovo governo di rafforzare la cooperazione bilaterale per poter approfondire le condizioni del partnerariato strategico tra i due paesi e per fronteggiare le problematiche comuni che riguardano il fenomeno migratorie.

Sempre nella nota, si legge che "il ministro degli Interni italiano ha incaricato" l'ambasciatore "di comunicare alle autorità tunisine che le sue dichiarazioni sono state riportate fuori dal contesto e che è pronto a sostenere la cooperazione" con Tunisi. Occorre lavorare sulla riduzione dei costi, perché non è possibile che l'Italia sia il Paese europeo che paga di più coloro che soggiornano qui e fanno domanda di asilo politico. "O l'Europa ci dà una mano a mettere in sicurezza il nostro Paese, oppure dovremo scegliere altre vie". Occorre lavorare sui tempi, perché non è ammissibile che ci si mettono due anni e mezzo dallo sbarco alla chiusura della pratica di asilo politico. Ma Salvini aggiunge che per il suo dicastero ci sono anche altri capitoli urgenti da affrontare: c'è il tema dell'organico dei vigili del fuoco: "perché si avvicina l'estate e quindi l'emergenza incendi, il contrasto alla droga, c'è la questione dei beni confiscati alla mafia. Lo status di rifugiato viene concesso a 6 immigrati su 100, lo dicono le statistiche".

"Il documento in discussione invece di aiutare penalizzerebbe ulteriormente l'Italia e i paesi del Mediterraneo facendo gli interessi dei paesi del Nord Europa".

Poi Salvini ha ribadito un concetto già espresso nelle ultime ore: "Le parole non bastano più, occorre un intervento economico e giuridico, l'Italia non può essere trasformata in un campo profughi a nome e per conto dell'Europa". "Fortunatamente arrivo in una macchina che è già perfettamente funzionante", ribadisce ancora il neo ministro.

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