Firenze, il Tondo Doni e la Madonna del Cardellino insieme agli Uffizi

06 Giugno, 2018, 22:01 | Autore: Bianca Mancini
  • Firenze, il Tondo Doni e la Madonna del Cardellino insieme agli Uffizi

Un nuovo allestimento con undici capolavori che sottolineano gli scambi tra Raffaello e Michelangelo, che dal 1504 al 1508 erano contemporaneamente a Firenze. Ed in effetti, incastonato al centro dell'enorme parete "oblò" di colore grigio morbido, nella stanza numero 41 del corridoio di ponente, il celebre Tondo Doni di Michelangelo - prima nella Galleria delle Statue e delle Pitture - produce proprio un bell'effetto. Ora invece il "dialogo tra Michelangelo e Raffaello, con la sua naturalezza, esalta entrambi: nel rapporto che si crea tra il Tondo Doni e la Madonna del Cardellino, dove Buonarroti insegue la vivacità pittorica del colore di Sanzio, e nel San Giovannino, dove è invece Raffaello a trarre ispirazione dalla plasticità scultorea di Buonarroti", ha spiegato Schmidt.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, durante la presentazione della sala, ha invitato gli spettatori a scoprire e ripercorrere gli scambi artistici tra i grandi del passato e ha ricordato un'altra grande personalità che grazie al confronto con Raffaello riguadagna la propria voce da solista: Fra Bartolomeo. La Sala di Saturno diventerà così una sorta di mostra permanente di Raffaello Sanzio e in particolare sarà possibile ammirare le opere della ritrattistica curiale come il ritratto tardo di Giulio II quello di Fedra Inghirami e il patrono Leone X con i cardinali Giulio de'Medici e Luigi de' Rossi e quello del Cardinal Bibbiena che fu sostenitore di Leone X. Per questo privilegio ritrovato, Palazzo Pitti ne risulta risarcito di molti capolavori, e di importanti restituzioni tra i quali anche la "Natività" del grande manierista Francesco Salviati, che era stata trasferita agli Uffizi negli anni Cinquanta del Novecento.

Con i nuovi allestimenti e spostamenti si opera una rivoluzione al contrario, perché si torna di fatto alle origini e si ristabiliscono alcuni importanti assetti collezionistici: agli Uffizi i coniugi Doni possono dunque di nuovo guardare, almeno in effige, il Tondo di Michelangelo che avevano commissionato (e lautamente pagato), probabilmente per la nascita della figlia Maria.

" Nel corso di 25 anni sono 88.000 i soci che ci hanno sostenuto - ha detto Manuel Guerra Vicepresidente degli Amici degli Uffizi - e che ci hanno permesso il restauro di 50 busti antichi, del Laocoonte e del Ercole e Nasso, il restauro delle tende e la realizzazione del corrimano per lo scalone, tutte opere fatte in affiancamento alla direzione degli Uffizi". Inoltre, le condizioni all'interno delle teche sono ottime, il che permette alle opere di conservarsi e inoltre sono stati inseriti dei requisiti antisismici per proteggere le opere e fare in modo che non si distruggano.

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