Governo Conte, il giorno della fiducia

06 Giugno, 2018, 18:35 | Autore: Santina Resta
  • Quanto guadagna il presidente del Consiglio

A proposito del ministero del Sud, non citato nel discorso del premier Giuseppe Conte, il ministro Stefani ha spiegato che la collega Barbara Lezzi "si occuperà delle criticità tipiche del Sud che devono essere affrontate". Domani il premier Conte sarà presente al dibattito e al voto di fiducia alla Camera. "La verità è che su infrastrutture e grandi opere al governo e alla maggioranza tremano le gambe, sono terrorizzati, ondeggiate tra vuote dichiarazioni, spesso contraddittorie, e fughe nette dalla realtà", ha aggiunto.

La seduta si terrà all'indomani della fiducia a Palazzo Madama, conclusasi ieri sera con 171 senatori favorevoli su 314 presenti.

Un discorso lungo, quello di Conte, durato più di un'ora. La giornalista Rachel Donadio, corrispondente da Parigi per The Atlantic ha notato che l'elogio del populismo fatta da Conte (che ha citato Fëdor Dostoevskij che riflette su Aleksandr Puškin) "Se populismo è l'attitudine della classe dirigente ad ascoltare i bisogni della gente (e qui traggo ispirazioni dalle riflessioni di Dostoevskij tratte dalle pagine di Puskin), se anti-sistema significa mirare a introdurre un nuovo sistema, che rimuova vecchi privilegi e incrostazioni di potere, ebbene le due forze politiche che guidano il governo meritano entrambe queste qualificazioni" è la stessa identica fatta da Emmanuel Macron la settimana scorsa durante la conferenza stampa con il presidente russo Putin.

"Il presidente Conte - dichiara in una nota l'esponente del Pd Anna Ascani - ha tenuto nell'aula del Senato un discorso interminabile, un mix di ovvietà e argomenti molto preoccupanti".

"Assumo l'incarico con umiltà e determinazione - ha detto Conte - mosso solo da spirito di servizio. Ma l'assoluta intenzione è che tutti riescano ad avere qualche lira in più in tasca da spendere". Quindi il ritorno a Palazzo Madama per la discussione e il voto finale.

Alla Camera Conte avrà una maggioranza ampia: il governo potrà contare su 346 voti tra Lega (124 deputati) e Cinquestelle (222 deputati) con 30 voti di scarto rispetto ai 316 della maggioranza assoluta.

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