Governo, Renzi a Salvini: "Attento alle parole, ora è ministro"

06 Giugno, 2018, 11:23 | Autore: Santina Resta
  • Renzi se ne va all'estero. Con due anni di ritardo

Al Senato numeri leggermente superiori alla maggioranza formata da Lega e MoVimento 5 Stelle. E di questo potrebbero aver ragionato il senatore di Firenze e il segretario leghista nel fitto colloquio avuto dietro l'aula di Palazzo Madama dopo il discorso del premier Giuseppe Conte. Ha dettato la linea con un discorso di dieci minuti, ha frenato i senatori dem che rumoreggiavano e ha chiamato l'applauso quando il premier ha ribadito la fedeltà alla Nato. Pronta la replica del neo Presidente del Consiglio. A partire dalle staffilate sul "premier non eletto" - "Lei è un mio collega.", scherza Renzi - e sul contratto "scritto con l'inchiostro simpatico, garantito da un assegno a vuoto".

(AdnKronos) - Dopo il giuramento, oggi il governo Conte dovrà affrontare il primo banco di prova: le votazioni al Parlamento per ottenere la fiducia. In Senato infatti i voti favorevoli sono stati 171, i contrari 117 e gli astenuti 25. Lo ha detto Matteo Renzi, nel suo intervento al Senato.

"Il Presidente Conte non avrà la nostra fiducia ma avrà sempre il nostra rispetto. lei è anche il nostro presidente". Il rispetto dei ruoli di governo e opposizione.

Lo si nota se sta sulla scena, ma anche se decide di starne lontano per qualche mese. Quello che viene chiamato contratto per lui è un "inciucio", la vecchia partitocrazia oggi si chiama "democrazia parlamentare", mentre dal condono si è passati alla "pace fiscale" e chi sarebbe stato chiamato traditore oggi si definisce "cittadino che aiuta il governo a superare la fase di crisi". Ma non ci permetteremo di usare l'aggressione verbale perché siamo un'altra cosa.

Un governo, e più in particolare un presidente del Consiglio, tanto per dirne una, che non ritiene di mandare uno straccio di ministro in Calabria nel giorno in cui esplode giustamente la rabbia degli immigrati per lo sfruttamento al quale sono sottoposti, a tre l'euro l'ora, e per la fucilazione -ripeto, la fucilazione- di un poveraccio sorpreso fra le lamiere arrugginite di un deposito più abbandonato che sequestrato, un governo, dicevo, e un presidente del Consiglio, che ritiene di disinteressarsene non offre uno spettacolo civile.

"Siamo rimasti sorpresi dal riferimento alle opposizioni, ma la voglio prendere sul serio".

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