Salvini duro sui migranti, Tunisia convoca l’ambasciatore

06 Giugno, 2018, 21:57 | Autore: Santina Resta
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Le dichiarazioni di Matteo Salvini sui migranti non sono piaciute alla Tunisia. Una frase che ha suscitato "profondo stupore" a Tunisi, tanto da portare il ministero degli Esteri di Tunisi a convocare l'ambasciatore italiano nel Paese, Lorenzo Fanara.

E sulla Tunisia, Paese con cui di recente i rapporti si sono incrinati, "penso e spero che già nei prossimi giorni incontrerò il ministro tunisino, per aiutarci reciprocamente a crescere".

Il comunicato sottolinea la preoccupazione della Tunisia di dialogare con il nuovo governo italiano al fine di promuovere la cooperazione, le relazioni amichevoli e strategiche tra i due Paesi. E poi la campagna elettorale è finita, anche Salvini deve smettere di interpretare il suo personaggio, ha vinto, ora non può mettere un muro tra i poveri e il resto del mondo. "L'immigrazione numericamente fuori controllo, gli ammassi, le baraccopoli, i ghetti - ha spiegato Salvini - portano inevitabilmente allo scontro sociale: con calma porteremo la legalità in Calabria come in tutta Italia". Così il neoministro dell'Interno Matteo Salvini parlando in Transatlantico, a Montecitorio.

Al vertice dei ministri dell'Interno europei sull' immigrazione, convocato martedì a Lussemburgo, Salvini (che domani sarà in Parlamento per il voto di fiducia del governo Lega-M5S) ha ribadito che "invieremo una nostra delegazione per dire no", perché "il documento in discussione penalizzerebbe ulteriormente l'Italia".

Comunque, ha aggiunto Salvini, "non arrivo al ministero dell'Interno con la clava a cambiare a tutto, arrivo in punta di piedi per studiare, per ascoltare, per capire". Occorre lavorare sulla riduzione dei costi, perché non è possibile che l'Italia sia il paese europeo che paga di più coloro che soggiornano qui e fanno domanda di asilo politico. "Non sono aggressivo, sto lavorando su tutti i dossier che garantiscano legalità e sicurezza: dai beni confiscati alla mafia da reinvestire alle spiagge sicure", replica il leader della Lega. "Lo status di rifugiato viene concesso a 6 immigrati su 100, lo dicono le statistiche". Quello degli sbarchi e dell'accoglienza di centinaia di migliaia di "non profughi" non può continuare a essere un problema solo italiano.

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