Bambini intossicati a Pescara, i casi salgono a 180

08 Giugno, 2018, 15:14 | Autore: Fausta Monteleone
  • Intossicazione alunni Pescara ancora nessuna certezza su origine del contagio

A questa conclusione si è arrivati con le analisi di laboratorio eseguite sui campioni prelevati sui primi bambini arrivati in ospedale venerdì scorso ma le analisi ora proseguiranno per confermare i primi dati.

180 bambini intossicati a Pescara per colpa del batterio Campylobacter.

Dal primo giugno a oggi hanno fatto ricorso alle cure nosocomiali 136 bambini e 3 adulti, tutti appartenenti a una collettività scolastica, ben individuata, sulla quale i servizi di Igiene degli alimenti del Dipartimento di prevenzione, in collaborazione con il comando Nas di Pescara, hanno operato già dal 2 giugno provvedendo alla raccolta delle matrici alimentari somministrate nella mensa dei plessi scolastici interessati, al fine di inviare i reperti ai servizi di analisi dell'Istituto Zooprofilattico di Teramo per le opportune indagini sugli alimenti. Successivamente la terapia antibiotica adottata ha mostrato la sua efficacia su questo tipo di batterio. Anche per coloro che hanno scelto strutture sanitarie diverse dall'ospedale di Pescara è stato seguito il protocollo terapeutico stilato dall'azienda sanitaria del capoluogo adriatico, che ha gestito l'emergenza.

Attualmente, nel reparto di pediatria di Pescara sono ricoverati 23 bambini.

La campylobatteriosi è una delle malattie batteriche gastrointestinali più diffuse al mondo e il suo tasso di incidenza ha superato in alcuni Paesi europei quello relativo alle salmonellosi non tifoidee. I sintomi sono solitamente leggeri o moderati e consistono in diarrea, dolori addominali, febbre, mal di testa, nausea e vomito. In particolare, carni crude non trattate o poco cotte, soprattutto se di pollo. La loro durata varia generalmente da uno a sette giorni, ma nel 20% dei casi circa, può superare la settimana.

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