Napoli, Jovanotti omaggia Pino Daniele: 'Per me era la musica in persona'

08 Giugno, 2018, 13:36 | Autore: Bianca Mancini
  • Pino E', stasera il tributo Rai1 a Pino Daniele: chi saranno gli ospiti

Pino è nelle canzoni cantate a memoria da giovani e meno giovani in fila sotto il sole sin dal primo pomeriggio in attesa che vengano aperti i cancelli, mentre sul palco allestito davanti ai Distinti dello stadio San Paolo gli artisti provano fino alla fine.

La lista è impressionante, sono tantissimi, e nella loro diversità ricostruiscono la ricchezza della musica di Pino, a partire da Jovanotti che osa, gioca il tutto per tutto e rappa in duetto virtuale di fronte alle immagini di Pino che sullo schermo propone Yes I know my way: "la voce di suo figlio per l'Italia intera" urla Lorenzo e dà il via alla maratona, ricomparendo per magia da un'altra parte dello stadio per cantare da solo, voce chitarra e Saturnino accanto, Putesse essere allero, tenera, tenerissima in un improbabile dialetto napoletano che si può perdonare (anche se sui social qualche critica c'è).

Ma nonostante tutto non sono mancate le polemiche. Imbarazzante la retorica messa in scena dagli attori: il fondo si è toccato con Enrico Brignano.

Una marea di persone per ricordare ed omaggiare Pino Daniele in quello che sarà ricordato come uno dei concerti commemorativi più importanti della storia della musica.

Pino è in quel 'Pinoo, Pinoo' urlato a squarciagola, in Je so pazzo cantato tutti in piedi, negli sguardi freschi di chi oggi ha venti anni e di quelli vissuti di chi venti anni li aveva quella sera di settembre del 1981 quando piazza del Plebiscito, colma oltre ogni limite, ne consacrò il talento internazionale e non e' voluto mancare. Sono state diverse anche le performance canore entrate nel mirino della critica, soprattutto per le notevoli "storpiature" subite dalla lingua napoletana. "Un grazie di cuore a Biagio Antonacci che ha 'nguaiat nu' Dio 'e piezz!". I suoi brani contengono scale jazz e atmosfere blues e proprio per questo non vanno urlati, ma interpretati da chi lo sa fare. Quarantacinquemila posti la capienza assegnata per l'evento a un San Paolo che vede illuminarsi con gli smartphone le due curve a metà e la tribuna per intero. "Ora James Senese scassa il sassofono in testa a qualcuno.".

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