Niente sanzioni per chi non ha il Pos

08 Giugno, 2018, 13:43 | Autore: Doriano Lui
  • Pos, stop alle sanzioni per chi non accetta i pagamenti con carte

Il Consiglio di Stato, dunque, nel suo parere, chiesto dal Ministero dello sviluppo economico ha bocciato lo schema di decreto del Mise, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, in cui sono previste sanzioni amministrative pecuniarie fino a 30 euro per i commercianti e professionisti che non accetta pagamenti con carte di credito, di debito e prepagate.

L'eccezione posta dal Consiglio di Stato riguarda il fatto che il decreto Crescita non prevedesse delle sanzioni per la mancata installazione dei POS e per il conseguente rifiuto di pagamento con carta di credito o bancomat, ha determinato, sin dalla fonte, la non applicazione dell'obbligo in sè.

In sostanza, il provvedimento che prevedeva le sanzioni, superando le indicazioni generiche della norma madre, faceva riferimento all'articolo 693 del Codice penale, secondo cui "chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato, è punito con la sanzione amministrativa fino a trenta euro". "Trattasi di uno sforzo certamente apprezzabile nell'ottica di dare attuazione ad una delega finalizzata ad introdurre le auspicate misure di contrasto a comportamenti evasivi ampiamente diffusi ma certamente non condivisibile sul versante strettamente giuridico", dice il Consiglio di Stato. Così come sulle modalità, i termini e gli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti alla mancata accettazione dei pagamenti mediante carte di debito e carte di credito. Secondo il Consiglio di Stato "l'obiettivo di una efficace lotta al riciclaggio, all'evasione e all'elusione fiscale - da incentivare attraverso la completa perimetrazione del quadro giuridico di riferimento, anche mediante la sua omogeneizzazione - deve, però, necessariamente essere conseguito con l'adozione di provvedimenti rispettosi, sotto l'aspetto formale e sostanziale, dei principi fondamentali dell'ordinamento giuridico". 693 c.p. "configura una violazione insuperabile del principio della riserva di legge, oltre che del divieto di applicazione dell'analogia ai fini dell'individuazione della sanzione". 179/2012 "non sia rispettoso del principio costituzionale della riserva di legge in quanto carente di qualsiasi criterio direttivo, sostanziale e procedurale", e che "anche la individuazione per analogia di una sanzione - nel caso specifico quella prevista dall'art".

La conclusione è che viene definitivamente bocciata la sanzione di 30 euro e a stabilire le sorti di professionisti e commercianti dovrà pensarci, ora, il nuovo Governo. Il Consiglio di Stato ritiene che "la sanzione eventualmente applicabile (...) debba essere ricercata all'interno dell'ordinamento giuridico che disciplina le attività commerciali e professionali".

Infine, alla successiva potevano portare alla chiusura dell'attività.

Quest'anno, poi, il Consiglio dei ministri ha recepito il regolamento Ue atto a fissare i tetti massimi allo 0,2% per le commissioni sui pagamenti con carta di debito: le spese si abbattono per tutti. Il decreto in questione presentava un'enorme falla in quanto non chiariva le sanzioni da applicare ai commercianti non in regola. Questa sanzione, secondo il regolamento, dovrebbe essere applicata anche a chi non accetta pagamenti elettronici.

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