Tumore al seno, il test che evita la chemioterapia

08 Giugno, 2018, 16:24 | Autore: Fausta Monteleone
  • Tumore seno con test 70% donne può evitare chemio

Chicago, 4 giu. (AdnKronos Salute) - La chemio dopo l'intervento potrebbe essere evitabile per il 70% delle donne colpite dalla forma di tumore al seno più frequente, se si utilizzasse un test su 21 geni. Se la malattia è positiva ai recettori ormonali, presenta Her2 negativo e non ha linfonodi interessati, la paziente può sostituire la chemioterapia con la terapia ormonale (con molti meno effetti collaterali). "Prima del test - ha spiegato il responsabile dello studio, dr. Joseph Sparano, dell'Albert Einstein Cancer Center di New York - c'era incertezza su quale fosse la giusta terapia per le donne con punteggio intermedio 11-25". "Questi nuovi trattamenti che addestrano il sistema immunitario del paziente a imparare a riconoscere e uccidere le cellule cancerose funzionano soprattutto nei tumori che accumulano molte mutazioni genetiche in breve tempo, come il melanoma ei tumori polmonari causati dal tabacco" - si legge sul sito dello Sportello dei diritti guidato da Giovanni D'Agata, che è stato uno dei primi (insieme all'Ansa) a diffondere la notizia anche nel Salento. Il trial, condotto con fondi federali in Usa, ha utilizzato un particolare test - 'Taylor X' - che valuta l'espressione di 21 geni tumorali.

La chemioterapia viene spesso utilizzata dopo l'intervento chirurgico per ridurre la possibilità che il cancro al seno si diffonda o ritorni. Ora lo studio dà una risposta definitiva: "in un periodo di follow-up dello studio di 7,5 anni, si è evidenziato che la sola ormonoterapia non era meno efficace della chemio più' ormonoterapia, nelle pazienti con punteggio 11-25, in termini di sopravvivenza e ricomparsa della malattia".

Le donne con tumore al seno allo stadio iniziale potrebbero evitare la chemioterapia? A 9 anni i risultati delle due strategie terapeutiche erano ancora praticamente identici indicando che non c'era beneficio nell'aggiunta della chemio. Un altro importante risultato è stato l'identificazione del gruppo che invece ha ottenuto benefici dalla chemio: donne di 50 anni o più giovani, che avevano un punteggio medio nel test. Le donne ad alto rischio di recidiva, invece, secondo i dati raccolti dagli scienziati hanno mostrato un tasso di ricaduta a distanza del 13% nonostante la cura combinata con chemio e ormonoterapia. Lo studio in questo caso si è avvalso di un campione di 1.752 pazienti operate al seno. La terapia farmacologica, la chemioterapia, porta diversi effetti collaterali, tra i quali c'è l'inibizione del sistema immunitario: di conseguenza l'organismo non è in grado di reagire. Si tratta, sottolinea, "anche di un cambiamento nella pratica clinica, perché con questo approccio si ritaglia una cura sulla singola paziente e non si fa più riferimento ad una cura generalizzata per tutte le pazienti". Di questi, spiega Cognetti, "circa 32mila sono a basso rischio e già adottano la sola ormonoterapia".

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