La Flat Tax è una scommessa che vale la pena di giocare

09 Giugno, 2018, 02:40 | Autore: Doriano Lui
  • Flat tax dal 2019 solo per le imprese le famiglie dovranno aspettare

Le linee fondamentali del programma sono quelle tracciate nel Contratto di Governo M5S-Lega, con al centro le novità previste sul fronte della semplificazione fiscale e, in particolare, l'introduzione della flat tax per imprese e famiglie. In serata, poi, è giunta la rettifica di Armando Siri (Lega), il maitre a penser della flat tax: "Non è vero che dal prossimo anno la flat tax entrerà in vigore solo per le imprese, ci sarà anche per le famiglie". Con una deduzione fissa di 3.000 euro sulla base del reddito familiare, così applicata: per ogni componente del nucleo familiare fino a 35 mila euro di reddito complessivo; solo ai familiari a carico nella fascia 35-50 mila; nessuna deduzione per redditi superiori.

Stamattina in un comunicato di Radio Rai 1veniva attribuita la seguente frase a Matteo Salvini: "E' giusto che chi guadagna di più paghi meno tasse". Bagnai parlava della nostra flat tax, al 15%.

Su giovani e lavoro si farà riferimento alla Costituzione, al primo articolo della Carta, declinando le promesse elettorali: ovvero un maggiore sostegno a chi oggi è ai margini della società, ma allo stesso tempo, come ha chiesto la Lega, intrecciando l'obiettivo di una maggior reddito sociale per gli incapienti con la garanzia di impegno e responsabilità da parte di chi saranno i destinatari.

La nuova Flat Tax dovrebbe dunque partire dal 2019 - sia per le imprese che per le famiglie - ma con velocità diverse.

Dunque, a ritardare l'appuntamento saranno le famiglie.

Intanto, mentre Rai3 salutava Bagnai, le dichiarazioni del leghista innescavano una vera e propria bufera politica. "La cosa che colpisce di più - ha aggiunto - è che questa frenata sulla flat tax ai cittadini viene motivata dicendo che verrà privilegiata quella per le imprese". Ma appunto, dipendera' dall'architettura generale che stiamo studiando. E Luigi Marattin, esponente del Partito Democratico, replica: "E' inconcepibile un livello di ignoranza e approssimazione simile". Prima si chiamava Irpeg, e ora si chiama Ires, e tassa proporzionalmente i redditi delle società di capitali.

"E a ridurla - dal 27,5% al 24% - è stato il governo Renzi. Noi lavoriamo per mantenere fede agli obiettivi che ci siamo posti".

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