Pensioni: come potrebbe svilupparsi la "quota 100"

09 Giugno, 2018, 15:54 | Autore: Doriano Lui
  • Pensioni ultime notizie Quota 100 e 41 a chi convengono

Questo, sicuramente, penalizza chi è vicino alla soglia dei 42 anni e 10 mesi di contributi (o 41 anni e 10 mesi, se donna), se di età inferiore a 64 anni.

Si potrà ritirare dall'attività lavorativa chi avrà raggiunto almeno un'età anagrafica di 64 anni, con 36 anni di contributi. Si tratta della possibilità per i lavoratori di andare in pensione con una somma tra contributi ed età anagrafica pari a 100.

Sembra, insomma, che i primi a essere danneggiati sarebbero coloro che svolgono lavori gravosi, i disoccupati, chi ha un familiare disabile a carico e le donne. Le lavoratrici che erano rimaste fuori dall'Opzione Donna per effetto di questo limitazione, dunque, possono invece accedere alla prestazione.

Questo permetterà di andare in pensione in anticipo alla riforma attuale.

La pensione anticipata prevista dal nuovo Governo può togliere il diritto di ottenere altre pensioni agevolate e può ridurre l'assegno spettante?strong>.

Prima, sulla base dell'applicazione delle aspettative di vita, venivano escluse le lavoratrici nate negli ultimi mesi dell'anno, ma la novità del 2017, rispetto alla normativa precedente, è contenuta nel comma 222 della Legge di Bilancio dell'anno scorso, che ha appunto esteso l'Opzione Donna (che fu introdotta con l'articolo 1, comma 9, legge 243 del 2004).

I COSTI - In una recente intervista a Repubblica, l'economista Alberto Brambilla, già sottosegretario al Welfare nei governi Berlusconi tra 2001 e 2005, nonché uno degli autori del programma elettorale di Matteo Salvini, ha calcolato in 5 miliardi all'anno la spesa per le pensioni con la "quota 100" o la "quota 41".

In molti temono che la pensione anticipata quota 100 cancelli la possibilità di uscire dal lavoro con l'anticipo pensionistico, cioè con l'Ape volontario o con l'Ape sociale.

Riforma pensioni, Quota 41 per tutti ma con calcolo contributivo? C'è anche chi teme di essere penalizzato nel calcolo della pensione, visto che si parla di decurtazioni del trattamento in cambio dell'uscita anticipata dal lavoro.

M5S di penalizzazioni non vuol sentir parlare, vuole congelare gli automatismi che legano i requisiti all'aspettativa di vita, vogliono la "pensione di cittadinanza", tutte le minime sopra i 750 euro a prescindere dai contributi. Con le nuove regole, non avendo i contributi necessari alla quota 100, potrebbe dover aspettare - se non ci sarà una clausola di salvaguardia ad hoc - i 67 anni andando quindi nel 2023, cui andrà aggiunta la nuova aspettativa di vita nel 2021 e nel 2023. Secondo Boeri, per applicare una "quota 100" senza un'età minima servirebbero 20 miliardi di euro all'anno: secondo le stime della Lega e M5S, invece, ne basterebbero 5.

Tanto è vero che il presidente del Consiglio Conte nel tracciare i punti qualificanti del programma del contratto di governo ha ribadito la volontà di combattere i privilegi previdenziali e di fatto reintrodurre la pensione di anzianità eliminata dalla legge Fornero, ma si è guardato bene dal parlare di ricalcolo contributivo. Si porta anche un esempio: per un lavoratore con 100mila euro di contributi versati e 65 anni di età, la pensione in questi anni è calata di circa 900 euro.

In ogni caso, come già osservato, le pensioni che vorrebbe introdurre il nuovo governo non dovrebbero eliminare le pensioni agevolate già esistenti, ma soltanto aggiungersi a questi trattamenti, offrendo una modalità in più per anticipare l'uscita dal lavoro.

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