Fisco, Di Maio: abolire split payment e spesometro

10 Giugno, 2018, 12:37 | Autore: Doriano Lui
  • “No all'aumento dell'Iva”: l'annuncio di Luigi Di Maio fa esultare l'Ascom

"Avete la mia parola qui a Confcommercio che l'Iva non aumenterà e le clausole di salvaguardia saranno disinnescate", ha detto Luigi Di Maio, vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, all'assemblea di Confcommercio che si è tenuta oggi a Roma.

Gli strumenti anti-evasione adottati finora come split payment, redditometro, spesometro e studi di settore, ha detto ancora Di Maio, "hanno reso schiavo" chi "le tasse le ha sempre pagate" e quindi vanno aboliti. E poi: "L'Italia ha storicamente svolto una funzione nell'ambito dell' alleanza occidentale, nell'ambito della Nato ma è stato un Paese che ha saputo dialogare con i paesi dell'Est e con quelli del Mediterraneo, del Nordafrica, che ci permetteranno di risolvere anche il problema dei flussi migratori".

L'approccio funziona, il "popolo degli imprenditori" (come li ha definiti il presidente Carlo Sangalli) si fa attento.

C'è un tema centrale che domina l'Assemblea annuale di Confcommercio ed è proprio l'aumento dell'Iva. Anche sul tema infrastrutture il capo politico del M5S pronuncia parole che sono musica per le orecchie dei suoi uditori. Sul fronte delle tasse, Sangalli chiede al governo: recupero dell'evasione e dell'elusione, una coraggiosa spending review per ridurre la tassazione. Ma, cari amici - ha detto Sangalli - la vera salvaguardia, la vera garanzia per imprese e cittadini è difendere i loro redditi, il potere d'acquisto, la competitività diffusa delle imprese. La crescita italiana, a causa dell'alto debito e della pressione fiscale, "resta insufficiente per ossigenare l'economia. E' insufficiente. Perché talmente esigua da restare nel recinto delle statistiche, perché incapace di dare calore e fiducia alle attese di famiglie e imprese". Dobbiamo trasformare - spiega - l'attuale ripresa in una crescita concreta e duratura, da collocare tra il 2 e il 2,5% annuo. Nel suo primo intervento pubblico il leader 5 stelle ribadisce i molti obiettivi del governo Conte, sottolineando che "è un esecutivo inaspettato ma è costituito da persone votate e non da voltagabbana che hanno cambiato casacca - e - capace di dire anche 'no' a Bruxelles".

"Le tasse portano via il 62% delle entrate di un'impresa". "Per tutta la generazione di lavoratori fuori dalla contrattazione nazionale va garantito almeno un salario minimo, almeno fino a che non si arriva alla contrattazione", afferma, sottolineando che "il lavoro nobilita l'uomo fino a che ti dà la soddisfazione di arrivare a fine mese" e invece siamo in un momento in cui "si cerca di lavorare pur guadagnando zero". "Chi sta raccontando l'idea che questo sia il governo del no alle infrastrutture sbaglia", ha proseguito il vice premier.

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