L'Austria chiude 7 moschee ed espelle decine di imam

10 Giugno, 2018, 12:44 | Autore: Santina Resta
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Circa 40 imam dell'associazione, tra l'altro, rischiano di perdere il permesso di soggiorno.

La chiusura riguarda quattro moschee a Vienna, due in Alta Austria e una in Carinzia.

Per la Turchia la chiusura delle moschee in Austria e l'espulsione degli imam "è il frutto dell'ondata anti-islamica, razzista, discriminatoria e populista" nel Paese, sostiene Ibrahim Kalin, portavoce di Recep Tayyp Erdogan, su Twitter, e accusa il governo di Vienna, di voler "trarre vantaggi politici colpendo le comunità musulmane". In Italia interviene il ministro dell'Interno Salvini: "Credo nella libertà di culto, non nell'estremismo religioso. Chi usa la propria fede per mettere a rischio la sicurezza di un paese va allontanato", ha scritto su Twitter dopo l'annuncio dell'Austria della chiusura di 7 moschee e l'espulsione di alcuni imam. "Non c'è spazio nel nostro Paese per le società parallele, l'Islam politicizzato e le tendenze radicali", aveva dichiarato il cancelliere Sebastian Kurz. Questa la reazione dell'Austria ai sospetti di finanziamento illecito dall'estero e violazione della legge sull'Islam. "Non accadrà che si tollerino prediche dell'odio con il pretesto di una religione", ha rincarato la dose l'alleato della destra oltranzista Fpoe, Heinz-Christian Strache.

Terreno fertile per uno scontro con il leader di Ankara, Erdogan, che ha subito tuonato contro "islamofobia e razzismo". Il cancelliere austriaco ha disposto la chiusura di sette moschee.

La notizia sui quotidiani internazionali, "Falter": in moschee 'bimbi-soldato' Le immagini, diffuse dal quotidiano "Falter", mostrano un gruppo di ragazzi mentre mettono in scena la battaglia di Gallipoli: ci riferiamo alla Prima guerra mondiale, con l'Impero britannico e la Francia sconfitti dall'Impero ottomano, sostenuto dalla Germania. "Spero già la prossima settimana - ha aggiunto - di incontrare il collega ministro austriaco per confrontarci su linee d'azione". Secondo il portavoce i finanziamenti che arrivano dalla Turchia - così vengono pagati gli stipendi delle guide religiose - sono necessari, perché in Austria non vi sarebbero adeguate possibilità di formazione: "Non lo abbiamo voluto noi, questo accade per coprire questo deficit", ha affermato.

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