Pensioni, dal 2019 sono più basse. Tagli fino a mille euro

10 Giugno, 2018, 10:12 | Autore: Doriano Lui
  • Pensioni, quello che Conte non dice: il ricalcolo contributivo taglia l’assegno di anzianità

Con l'aggravante di avere confermato "quota 100" anche nel programma governativo precedente alla formazione del nuovo esecutivo, guidato dal presidente Giuseppe Conte, e che a detta dei leader dei partiti di maggioranza continua a fungere da "faro" per la realizzazione delle operazioni del 'governo del cambiamento'.

Ma ecco che arriva il primo problema: secondo le attuali proposte, per pensionarsi con la quota 100 sarebbe comunque necessaria un'età minima di 64 anni ed un minimo di 36 anni di contributi.

Inoltre, Damiano rivela di non essere d'accordo sull'abolizione dell'Ape Sociale, anche "perché le 15 categorie di lavori gravosi verrebbero penalizzate". Con la pensione quota 100 è sufficiente che abbia versato 36 anni di contributi per poter andare in pensione, con un anticipo di circa tre anni rispetto ai tempi della pensione di vecchiaia, per la quale sono necessari, attualmente, 66 anni e 7 mesi di età.

Ad esempio, ipotizzando un lavoratore x che lascia il lavoro con uno stipendio mensile di 1200 euro con la quota 100 lascerebbe a 64 anni con 828 euro di assegno. A oggi sopravvivono alcune tipologie residuali di pensione di anzianità con le quote: si tratta delle pensioni degli addetti ai lavori usuranti, delle pensioni dei beneficiari delle salvaguardie e del cosiddetto salvacondotto.

La proposta di flessibilizzare il sistema pensionistico tramite l'introduzione di una quota 100 si sta confrontando con reazioni critiche dopo l'emergere dei primi dettagli in merito ai vincoli anagrafici di uscita dal lavoro.

Tutto ruota attorno alla fatidica "quota 100", come parametro per superare la legge Fornero. Anzi di pensioni ha parlato per precisare l'intenzione di tagliare le cd. pensioni d'oro, quelle oltre i 5000 euro netti, eliminando quanto si riceve in eccedenza rispetto ai versamenti effettivi. In questo modo viene data la possibilità alle donne di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro in cambio del ricalcolo contributivo della pensione. Il 56,8% del totale percepisce una pensione antcipata o di vecchiaia.

La possibilità di far valere la cristallizzazione dei requisiti è stata più volte ricordata dall'Inps [1]: ad oggi, per esempio, possono beneficiare della cristallizzazione i lavoratori che hanno maturato i requisiti per la pensione, validi prima dell'entrata in vigore della Legge Fornero, al 31 dicembre 2011; possono beneficiare della cristallizzazione anche le lavoratrici che hanno maturato i requisiti utili all'opzione donna entro il 31 luglio 2016.

C'è poi l'uscita a 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica (dagli attuali 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini) generalizzando così il beneficio previsto dal 1° maggio 2017 in favore solo di alcune categorie di lavoratori. La riforma delle pensioni promessa dal governo potrebbe in sintesi risolversi in un baratto tempo-denaro. Si potrebbero non considerare nelle quote "anche i contributi figurativi" e "tante altre cose".

A questo punto, rilancia con decisione e determinazione la Rispoli:"Al fine di contribuire a future discussioni sull'argomento ne riportiamo di seguito il contenuto:"Prorogheremo la misura sperimentale "Opzione Donna" che permette alle lavoratrici con 57/58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescienza subito, optando in toto per il regime contributivo" ". Se la riforma andasse in porto Mauro potrebbe pensionarsi già il prossimo anno con 41 anni e 5 mesi di contributi.

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