"L’Hiv non esiste": così l'"untore" di Ancona Claudio Pinti rassicurava la compagna

14 Giugno, 2018, 21:07 | Autore: Fausta Monteleone
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Alla compagna, con cui aveva iniziato una relazione da febbraio, ha confessato: "Ero sieropositivo, ma poi ho rifatto gli esami e non è risultato più niente". La giovane, lo scorso mese, a seguito di una serie di specifici malesseri fisici e insospettita da alcune dicerie sullo stato di salute del suo partner, si è sottoposta a specifici accertamenti clinici presso l'Ospedale Regionale di Torrette (AN).

La delicatissima indagine è stata condotta dalla Polizia in collaborazione con il Servizio Centrale Operativo, ed è stata coordinata dalla Procura della Repubblica nel Tribunale di Ancona.

Gli esiti clinici effettuati presso il Reparto Malattie Infettive purtroppo, non hanno lasciato scampo:la giovane vittima era stata irreparabilmente contagiata nel recente periodo trascorso dal virus dell'HIV. Sono in corso indagini per identificare altri partners potenzialmente contagiati. Il 35enne è responsabile a titolo di dolo di non aver adottato le necessarie precauzioni per evitare il contagio della compagna, non rendendola edotta del suo stato di salute.

Gli agenti che si sono presentati in casa sua per perquisire l'appartamento e sequestarre telefonini, pc e tablet, si sono resi conto di trovarsi di fronte a un uomo "incosciente" nel senso stretto del termine, dice Pagliarini, senza la minima consapevolezza del male fatto negli ultimi anni. L'untore ora si trova in carcere proprio perché la Polizia lo ritiene pericoloso. La Polizia di Stato ha divulgato il nome e la foto del presunto untore per ovvie esigenze investigative e per il rilevante interesse pubblico che potrebbe riguardare eventuali altre vittime di reato.

"Chiunque fosse in possesso di notizie utili, è pregato di contattare con urgenza personale della Polizia di Stato - Squadra Mobile di Ancona, negli orari mattina o pomeriggio al numero 071-2288595".

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