Bce, da gennaio 2019 stop all'acquisto dei titoli di Stato

15 Giugno, 2018, 00:54 | Autore: Doriano Lui

Risale a metà maggio, circa un mese fa, la diffusione della prima bozza del contratto di governo tra M5s e Lega in cui era prevista anche la richiesta alla Bce, poi eliminata, di una cancellazione di 250 miliardi di debito italiano.

Dopo che a inizio mese un portavoce dell'istituto centrale ha precisato che a maggio la quota di acquisti netti da parte della Bce nel Qe è diminuita per i titoli di Stato italiani come per quelli di altri Paesi come Francia, Austria e Belgio, oggi Draghi ha detto che non c'è stato alcun complotto nell'acquisto dei titoli italiani il mese scorso quando a Roma è scoppiata la crisi politica. A partire da gennaio il Quantitative Easing sarà azzerato.

Il direttorio ha spiegato di aver optato per la fine del QE dopo "un'attenta revisione dei progressi verso un aggiustamento sostenuto nel percorso dell'inflazione, tenendo anche conto delle ultime proiezioni macroeconomiche dello staff dell'Eurosistema, delle misure di pressione dei prezzi e dei salari e delle incertezze che circondano le prospettive di inflazione".

L'Eurotower "si aspetta che i tassi di interesse della Bce restino ai livelli attuali almeno fino all'estate del 2019 e in ogni caso per il tempo necessario a garantire che l'evoluzione dell'inflazione rimanga allineata alle attuali aspettative".

L'euro invece ha subito un colpo ed ora quota 1,173 sul dollaro. La Bce ha promesso tuttavia di proseguire con il reinvestimento - ossia l'utilizzo del capitale rimborsato dei bond che ha in portafoglio e che arrivano a scadenza per comprare nuovi titoli di pari durata - ancora a lungo e per tutto il tempo necessario ad assicurare l'accomodamento monetario necessario.

Draghi ha anche spiegato che la Bce ha rivisto al ribasso le stime di crescita per l'Eurozona al 2,1% dal 2,4% per il 2018, mantenendo l'1,9% atteso per il 2019 e l'1,7% per il 2020.

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