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Parma deferito: nei guai anche Ceravolo e Calaiò, Serie A a rischio?

20 Giugno, 2018, 17:41 | Autore: Eufebio Giannola
  • Parma Calcio		
			Inchiesta Spezia-Parma martedì giornata cruciale

Questa mattina la Procura Federale ha consegnato l'avviso di conclusione delle indagini agli interessati: entro una decina di giorni, il club emiliano e i suoi due tesserati andranno a processo presso il Tribunale Federale (il primo grado della giustizia sportiva).

Nemmeno il tempo di digerire la brutta notizia dell'esito del giudice sportivo in merito alla finale di ritorno contro il Frosinone, con la società ciociara soltanto multata per i fatti dello 'Stirpe' ed il reclamo dei rosanero rigettato, in casa Palermo si torna a sperare in un posto nella prossima serie A per un altro caso, stavolta accaduto lontano dal campo, che coinvolge la società del Parma. I messaggi sarebbero stati inviati quattro giorni prima dell'incontro del 19 maggio Spezia-Parma finito 0-2 (in gol Ceravolo e Ciciretti), match che ha permesso alla squadra allenata da Roberto D'Aversa, complice il pari del Foggia a Frosinone, di conquistare la serie A. Calaiò e Ceravolo sono stati ascoltati l'8 giugno scorso a Roma dalla Procura Federale della Figc, e così pure i due giocatori spezzini e due dirigenti del club ligure.

Grazie ai risultati più favorevoli negli scontri diretti, il Parma ha così ottenuto la promozione in serie A, mentre Frosinone e Palermo sono andati ai playoff.

Se davvero dovesse arrivare una penalizzazione, la classifica verrebbe riscritta e di conseguenza anche la promozione nella massima serie del Parma svanirebbe.

C'è da dire che fino alle ore 12 di oggi il Parma Calcio 1913 e i suoi legali non hanno ancora ricevuto alcuna notifica. "In ogni caso noi eravamo e restiamo assolutamente tranquilli" commenta l'ad Luca Carra. Proprio per questo motivo il Parma chiede espressamente che, "come sono stati resi pubblici molti dettagli delle indagini, possano essere resi pubblici dalla Giustizia Sportiva, da subito o al termine del procedimento, anche i testi dei messaggi in questione, affinché tutti gli sportivi italiani possano avere contezza del tenore degli stessi". "Un bel caos, non c'è che dire".

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