Cannabis light, il Consiglio superiore di Sanità: "No alla libera vendita"

22 Giugno, 2018, 06:53 | Autore: Fausta Monteleone
  • Consiglio superiore sanità boccia cannabis light Cos'è lo spinello leggero

In un parere richiesto a febbraio dal segretariato generale del ministero della Salute l'organo consultivo raccomanda "che siano attivate, nell'interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti".

Come si legge su Adnkronos, al Css sono stati posti due quesiti: se le infiorescenze di cannabis light debbano essere considerate pericolosi per la salute e se possano essere messe in commercio stabilendo anche a quali condizioni.

Solitamente il Consiglio "esprime dei pareri al ministro della Salute" e questi pareri, aggiunge la presidente all'Adnkronos Salute, "sostanzialmente fanno parte di un dossier più ampio che può dar luogo a una discussione in sede politica e anche a ripercussioni legislative".

Bloccare la vendita della cosiddetta 'cannabis light'. Secondo il Consiglio Superiore di Sanità "non può essere esclusa la pericolosità" delle inflorescenze a basso contenuto di Thc. Per le sue caratteristiche farmacocinetiche e chimico-fisiche Thc e altri principi attivi inalati o assunti con le infiorescenze di cannabis sativa possono penetrare e accumularsi in alcuni tessuti, tra cui il cervello e grasso, ben oltre le concentrazioni plasmatiche misurabili, con un consumo che avviene al dì fuori di qualsiasi possibilità di monitoraggio e controllo delle quantità effettivamente assunte.

Questo naturalmente è il parere del CSS che è importante sottolineare non è vincolante per il Ministero della Salute.

I prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa sono attualmente venduti nei 'canapa shop' come un prodotto da collezione, dunque non destinato al consumo.

Non vi sarebbero per il Css sufficienti studi sugli effetti che provocherebbero le sostanze su alcuni soggetti tra cui anziani, future madri e neomadri o persone con patologie specifiche. Per questo motivo, il titolare degli esercizi commerciali è indagato in stato di libertà per attività di spaccio di sostanze stupefacenti e sono ancora in corso perquisizioni nei suoi confronti e dei dipendenti addetti alla vendita dei prodotti. Il Consiglio si è espresso il 10 aprile scorso e il ministro ha investito della questione l'Avvocatura generale dello Stato per un parere anche sulla base degli elementi da raccogliere dalle altre amministrazioni competenti (Presidenza del Consiglio e Ministeri dell'Interno, dell'Economia, Sviluppo Economico, Agricoltura, Infrastrutture e trasporti).

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