La molecola della felicità non ha più segreti

29 Giugno, 2018, 17:28 | Autore: Fausta Monteleone
  • Ricerca Iit scoperti i segreti della molecola della felicit

Ora, ramificando la ricerca sull'influenza della serotonina su certi comportamenti, i ricercatori hanno trovato un legame più grande tra fiducia, pazienza e serotonina nello studio dell'effetto della serotonina nei neuroni.

Più nello specifico la serotonina è un neurotrasmettitore presente nel sistema nervoso centrale, nel tratto gastrointestinale e nel sangue.

Nota per regolare l'umore, l'appetito e funzioni legate alle emozioni, la serotonina è indispensabile perché avvenga la comunicazione fra i neuroni delle strutture del cervello chiamate talamo e corpo striato: se la molecola è assente, la comunicazione fra i neuroni delle due strutture è ridotta. Il meccanismo che ne regola il funzionamento è stato svelato dalla ricerca, pubblicata su Neuron, coordinata dall'Italia, con l'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), in collaborazione con il dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa e l'università Sorbona di Parigi. Studi attualmente in corso nel laboratorio di Raffaella Tonini suggeriscono che bloccando l'azione del recettore 5-HT4, la capacità di adattarsi ad una nuova situazione, cambiando strategia d'azione, è più lenta. Osservare in azione la molecola della felicità è stato possibile accendendo o spegnendo singoli neuroni con la tecnica che combina genetica e ottica (optogenetica) e con quella che attiva proteine geneticamente ingegnerizzate.

La scoperta sul funzionamento segreto della serotonina apre alla possibilità di comprendere meglio in futuro patologie importanti come il morbo di Parkinson o i disturbi ossessivo-compulsivi.

Secondo quanto dichiarato da Raffaella Tonini, del dipartimento di Neuromodulazione dei circuiti corticali e subcorticali dell'Iit e coordinatrice della ricerca in questione, assemblare tutti i passaggi molecolari [VIDEO] che la serotonina compie all'interno del cervello è d'aiuto nello scoprire cosa accade quando essa non viene prodotta o nel caso in cui vengono a mancare i recettori necessari per il legamento. "Capire i meccanismi molecolari con cui la serotonina opera in determinati circuiti neuronali è importante anche per il trattamento di patologie che hanno sintomi di comorbidità, tra cui i disturbi cognitivi e dell'umore associati al morbo di Parkinson, consentendo di migliorarne la terapia" conclude Raffaella Tonini. Identificarlo è stato possibile controllando, in modelli animali, l'attività dei neuroni che producono la serotonina, ha osservato Massimo Pasqualetti, dell'Università di Pisa.

Non solo Parkinson. Lo studio potrebbe aiutare anche a capire meglio malattie come la depressione, in cui il recettore per la serotonina 5-HT4 non viene prodotto in normale quantità.

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