Consiglio Ue. Giuristi sull'immigrazione: sistema diritti umani sotto attacco

30 Giugno, 2018, 12:31 | Autore: Santina Resta
  • Migranti, Conte: No compromessi al ribasso, altrimenti niente accordo

I giornali mainstream puntano tutto sull'articolo 6 e sulla volontarietà dei centri di accoglienza per dimostrare la sconfitta dell'Italia, ma le cose stanno diversamente. L'accordo di Dublino, criticato dall'Italia, resta in vigore. Il punto più difficile da accettare per il governo guidato da Giuseppe Conte è che relocation dei richiedenti asilo e gestione europea dei rimpatri vengano collegati all'apertura di centri di detenzione nei paesi di primo approdo. Perché, come spiegato da una fonte qualificata Ue, "non c'è ragione di credere che si possa raggiungere un accordo in tempi rapidi". Ecco cosa dice il documento in sintesi. "Da questo Consiglio europeo esce un'Europa più responsabile e più solidale".

Certo, è sconcertante che la retorica europeista non riesca a rassegnarsi a un'operazione di verità e a comprendere che il gioco di specchi ideologico e non solo di potenza in cui è immersa, sta esso stesso - e non le forze euroscettiche - indebolendo il ruolo dell'Europa nel mondo.

"Dal 2015 è stata posta in essere una serie di misure ai fini del controllo efficace delle frontiere esterne dell'Ue". Anche se non proprio quello che l'Italia avrebbe voluto. L'Ue "resterà al fianco dell'Italia e degli altri Stati in prima linea", cioè Grecia, Malta, Spagna. È pure previsto maggiore sostegno per la regione del Sahel, la guardia costiera libica, le comunità costiere e meridionali.

Riguardo alla rotta del Mediterraneo orientale, "sono necessari ulteriori sforzi per attuare pienamente la dichiarazione Ue-Turchia, impedire nuovi attraversamenti dalla Turchia e fermare i flussi. L'accordo di riammissione Ue-Turchia e gli accordi bilaterali di riammissione dovrebbero essere pienamente attuati in modo non discriminatorio nei confronti di tutti gli Stati membri". Dove anche la cancelliera Angela Merkel giocherà una partita delicatissima, quella sui movimenti secondari dei migranti, per salvare il suo governo, minacciato dal ministro "falco" Horst Seehofer.

Anche le parole del presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron promettono di fare molto rumore: "L'accordo sui migranti raggiunto nella notte tra i Paesi Ue coniuga responsabilità e solidarietà".

Occorre un nuovo approccio allo sbarco di chi viene salvato in operazioni di ricerca e soccorso, basato su azioni condivise o complementari tra gli Stati membri.

Preoccupato sugli esiti del Consiglio europeo è invece Lorenzo Trucco, avvocato, presidente dell'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione.

"Queste piattaforme dovranno valutare le situazioni dei singoli, nel pieno rispetto del diritto internazionale, e senza creare un fattore di attrazione dei migranti che vogliono arrivare in Europa".

CENTRI SU BASE VOLONTARIA - Potranno essere creati in Europa dei centri di accoglienza nell'ambito degli Stati membri ma solo su base volontaria. "Tutte le misure nel contesto di questi centri sorvegliati, ricollocazione e reinsediamento compresi, saranno attuate su base volontaria, lasciando impregiudicata la riforma di Dublino".

"Per affrontare alla radice il problema della migrazione - si legge ancora - è necessario un partenariato con l'Africa volto a una trasformazione socioeconomica sostanziale del continente africano sulla base dei principi e degli obiettivi definiti dai paesi africani nella loro Agenda 2063".

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