Bce: Italia rischia dietrofront sulle riforme delle pensioni

01 Luglio, 2018, 18:53 | Autore: Doriano Lui
  • DANIEL ROLAND via Getty Images

"Dopo aver evidenziato fluttuazioni relativamente moderate nella prima parte del periodo in esame, i differenziali dei titoli di Stato italiani sono considerevolmente aumentati dopo il 15 maggio - si legge - quando i mercati hanno conosciuto i dettagli contenuti nella proposta di programma avanzata dal nuovo governo. In tali casi - dice la Bce - in alternativa, potrebbe aumentare il rischio di sempre maggiori trasferimenti di natura assistenziale qualora i piani pensionistici privati non fossero in grado di sopperire al divario".

Conclude l'ex minsitro: "In realtà, come è stato ampiamente dimostrato, il risparmio di 60 punti di Pil, pari a circa 900 miliardi di euro, che si conseguirà dal 2004 al 2050, è dovuta all'insieme delle riforme (Maroni, Damiano, Berlusconi e Fornero) realizzate dal 2004 a oggi".

Secondo quanto dichiarato dalla Banca Centrale guidata da Mario Draghi, abbattendo la riforma Fornero si correrebbe il rischi di fare passi indietro e quindi sarebbe ancora necessario proseguire con coraggio gli sforzi, affinché si possano risanare in maniera concreta le casse pubbliche.

L'intenzione è finita sotto la lente d'ingrandimento della Banca Centrale Europea che, periodicamente, si occupa di valutare le prospettive economiche dell'area Euro.

La risposta del vicepremier Leghista - Salvini - non si è comunque fatta attendere molto: "smonteremo la Fornero, se ne faranno una ragione".

"Una revisione della norma rischia di aumentare la spesa previdenziale", queste le chiare parole della Bce in risposta al governo.

Va detto che il segretario della Lega e vicepremier del governo Conte Salvini non è sembrato affatto turbato dall'appunto della Bce. In sostanza, le categorie più deboli che avrebbero soli svantaggi da una Quota 100 che parte dall'età di 64 anni. Si tratterebbe di misure che allargherebbero sensibilmente le maglie dell'accesso al sistema previdenziale, ma a questo avrebbe un costo rilevante. Mentre la Quota 41, rimandata ad una fase successiva rispetto alla nuova Manovra, dovrebbe subire almeno un ricalcolo parzialmente contributivo (scenario per altro plausibile anche per la quota 100). Nel suo rapporto l'istituto di Francoforte ha dedicato un capitolo alle raccomandazioni specifiche per Paese per la correzione dei conti pubblici, scrivendo a proposito della flessibilità chiesta dai singoli stati membri all'Ue.

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