Stipendi, da oggi 1 luglio finisce l’era dei pagamenti in contanti

05 Luglio, 2018, 13:54 | Autore: Doriano Lui
  • Stop da oggi agli stipendi in contanti: i pagamenti dovranno essere tracciabili

È infatti in vigore la nuova normativa che stabilisce per tutti i datori di lavoro il pagamento delle spettanze attraverso mezzi di pagamento tracciabili.

Esclusi invece dal nuovo obbligo i rapporti di lavoro con la Pubblica amministrazione e i collaboratori domestici come colf, baby sitter o badanti e i compensi per gli stage.

Per chi ancora lo percepisse, niente più stipendi in contanti a partire da domenica 1° luglio.

La nuova normativa riguarda ogni rapporto di lavoro subordinato, indipendentemente dalla durata e dalle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, quindi anche i contratti a tempo determinato, i part time, le collaborazioni coordinate e continuative, il lavoro a intermittenza o a chiamata e tutti i contratti instaurati dalle cooperative con i propri soci.

Le retribuzioni dovranno essere corrisposte esclusivamente via bonifico, attraverso strumenti di pagamento elettronico, pagamenti in contanti ma solo passando attraverso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria, con mandato di pagamento o assegni. L'obiettivo è rendere tracciabili le retribuzioni, evitando il cosiddetto fenomeno delle "false buste paga": casi in cui alcune aziende danno stipendi inferiori a quelli previsti dai contratti collettivi e, sotto minaccia di licenziamento, pretendono la firma del lavoratore.

Parte la rivoluzione degli stipendi: da oggi stop ai contanti, i dipendenti potranno essere retribuiti solo con pagamenti tracciabili, in banca o alla Poste.

Secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio del Governo Gentiloni non ci sono importi limite: nessun pagamento in contante è legale a prescindere dall'importo corrisposto.

" Il 1 luglio il divieto - ricorda la Fit - è entrato in vigore e come sindacato ora riceviamo richieste di aiuto, per esempio da chi si trova a pagare alte commissioni se prova a prelevare banconote con le proprie carte in un paese straniero".

Raccomandato: