Salvini: 42 milioni di euro spostati dall'accoglienza ai rimpatri volontari

06 Luglio, 2018, 19:25 | Autore: Santina Resta
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Il permesso di soggiorno per motivi umanitari è stato concesso in una varia gamma di situazioni collegate, a titolo esemplificativo, allo stato di salute, alla maternità, alla minore età, al tragico vissuto personale, alle traversie affrontate nel viaggio verso l'Italia, alla permanenza prolungata in Libia, per arrivare ad essere uno strumento premiale dell'integrazione. Alcuni comuni, come Ravenna, da due anni anche Cervia e Milano Marittima, hanno totalmente sconfitto qualsiasi abuso.

Questo lo status quo. Numeri e percentuali che di fatto dovrebbero rispecchiare la reale composizione dei richiedenti asilo ma che Salvini vuole vedere diminuire. Così la portavoce della Commissione Europea per le Migrazioni Natasha Bertaud risponde, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, ad una domanda in merito all'annuncio del ministro dell'Interno Matteo Salvini in merito allo spostamento di 42 mln di euro dalla voce 'accoglienza' dei migranti ai rimpatri degli stessi. Ma che sono pur sempre esseri umani in condizione di grave disagio. Sono proprio queste le categorie interessate dalla misura.

Per finanziare il progetto, ha detto Salvini, saranno a disposizione "alcuni milioni, soldi tratti dal Fondo Unico per la Giustizia, quindi soldi sequestrati alla mafia, che saranno distribuiti alle prefetture per far sì che siano pagati gli straordinari agli agenti della polizia locale che pattuglieranno le spiagge". Con una circolare del Viminale, il ministro ha chiesto di rivedere, al ribasso, i criteri con cui viene riconosciuta la protezione umanitaria, una delle tre forme di protezione che l'Italia prevede per i richiedenti asilo, che si affianca a quella internazionale (propria dei rifugiati) e a quella sussidiaria. Con una circolare inviata a prefetti e presidenti delle Commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale, il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, chiede una velocizzazione nell'esame delle istanze e una stretta sulla concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, il beneficio più concesso (quest'anno salito a quota 28%) e per il quale si invitano le commissioni alla "necessaria rigorosità dell'esame delle vulnerabilità degne di tutela".

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