Thailandia: "Sub pronti a entrare in grotta"

08 Luglio, 2018, 11:29 | Autore: Santina Resta
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"Non vi preoccupate... siamo tutti forti", si legge in una serie di lettere scritte su fogli di quaderno. "E non scordatevi della mia festa di compleanno", dice Duangphet Promthep, 13enne. Più nostalgico Adul Sam-on, 14 anni: "Mi mancate tutti. Voglio tornare a casa".

Si affievoliscono le speranze di scavare un percorso alternativo per arrivare ai ragazzi intrappolati nella grotta di Tham Luang in Thailandia.

Osottanakon ha spiegato che nei giorni passati si è proceduto al pompaggio dell'acqua fuori dalla caverna, facendone abbassare il livello in modo da poter consentire l'evacuazione in sicurezza.

Intanto più di 100 'camini' vengono scavati nella montagna nel tentativo di raggiungere la squadra di calcio giovanile. Ma le condizioni meteo non sono promettenti per i prossimi giorni, motivo per cui le autorità hanno deciso di dare via all'operazione di soccorso proprio oggi.

Non si ferma la corsa contro il tempo per cercare di salvare i 12 ragazzi thailandesi e il suo allenatore rimasti incastrati nella grotta di Tham Luang dove da due settimane sono bloccati. Il gruppo ha però comunque accesso a ossigeno supplementare grazie a delle piccole bombole trasportate dai soccorritori dei Navy Seal.

In mattina è caduto come un macigno l'allarme sui livelli di ossigeno: sono scesi a 15 per cento, ben sotto alla norma (21%). Il messaggio è stato pubblicato sulla pagina Facebook della Federcalcio di Bangkok.

"Tutti i genitori chiedono gentilmente a Ek - il soprannome dell'allenatore - di prendersi cura dei ragazzi". Non devi sentirti in colpa, non siamo arrabbiati con te. "Non preoccupatevi", ha scritto Pheerapat, soprannominato Night. Non sono infatti da sottovalutare i rischi legati alle infezioni che si possono verificare da giorni passati in una situazione di totale emergenza. "Tua madre non ce l'ha con lui", si legge nel testo.

Anche i ragazzi hanno scritto alle famiglie, affermando di star bene pur sentendo la loro mancanza. Le radiomobili in questione si chiamano MaxMesh, apparecchi prodotti dalla MaxTech Network, che in apparenza assomigliano a dei normali walkie talkie ma che si fondano sull'utilizzo di un algoritmo sviluppato a seguito di dieci anni di ricerca, a cura di un'equipe di oltre venti ingegneri. Altri ragazzi hanno invece richieste sul cibo che desiderano mangiare una volta tornati in superficie, come pollo fritto e carne alla griglia.

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