La risposta di Salvini al Rolling Stone

09 Luglio, 2018, 05:16 | Autore: Bianca Mancini
  • Il nuovo numero di Rolling Stone è in edicola dal 5 luglio

Tanti i nomi a firmare il manifesto-pop ( ma "tanti sono stati contattati, non tutti hanno risposto"), tra loro Caparezza, Chef Rubio, Carolina Crescentini, Erri de Luca, Elisa, Fabio Fazio, Gemitaiz, Gipi, Linus, Lo Stato Sociale, Makkox, Fiorella Mannoia, Vinicio Marchioni, Emma Marrone, Enrico Mentana, Ermal Meta, i Negramaro, Tommaso Paradiso, Michele Serra, Subsonica, Sandro Veronesi e Zerocalcare.

Era ovvio che una copertina del genere avrebbe suscitato polemiche, a partire dagli utenti che hanno confuso la rivista con i Rolling Stones. I sedicenti "nuovi" sono in realtà antichi e pericolosi, cinicamente pronti a sfruttare paure ancestrali e spinte irrazionali. Il giornalista non solo ha annunciato di aver esplicitamente negato la sua adesione all'iniziativa del mensile, ma ha anche giudicato il suo coinvolgimento "una grave scorrettezza", visto che è avvenuto a sua insaputa. "L'editore urla e umilia continuamente i suoi dipendenti, al punto che, per rimanere in tema umanità, c'è più gente che negli ultimi anni è scappata da Rolling Stone che dalla Siria". È un politico giovane che dichiara di volere cambiare le cose.

"I valori sui quali abbiamo costruito la civiltà, la convivenza, sono messi in discussione - scrive ancora la rivista - Crediamo che oggi in Italia sia fondamentale prendere una posizione chiara, crediamo che volgere lo sguardo dall'altra parte e aspettare che passi la bufera equivalga a essere complici, crediamo, una volta di piu', nel soft power della cultura pop, nella sua capacita' di unire, condividere, accogliere". "In tre mesi da voi non ho potuto scrivere nemmeno un servizio sulla truffa del Secondary Ticketing per ragioni di convenienza, ho potuto esprimere libere opinioni su dischi, attori e quant'altro per motivi economici". Le condivisioni della copertina arcobaleno sono state immediate, così come i malintesi. Dalla copertina è più che chiara la posizione della redazione del giornale musicale: tutti contro Salvini. Adesso sembrano quasi che stiano di casa qui. La scrittrice aveva svelato il minimo stretto indispensabile sulla rottura lampo, ma quelli di Rolling Stone le hanno servito su un piatto d'argento l'occasione per aprire l'armadio, non trovarci dentro Cecilia Rodriguez, ma tanti scheletri, tanto malcostume italiano sul posto di lavoro, tante scorrettezze e tante umiliazioni verso i dipendenti trattati come carne da macelleria sociale.

Detesto Salvini, ma almeno lui è quello che è, senza doppia morale. Oltre duecento intellettuali, professionisti e semplici cittadini hanno infatti firmato una lettera contro la politica tenuta dal leader della Lega che, stando ai firmatari, alimenterebbe l'odio razziale e spingerebbe in qualche modo alla violazione dei diritti dell'uomo o comunque sarebbe contrario ai principi della Costituzione italiana.

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