Listeria: controlli nelle Regioni, nessun caso in Italia

09 Luglio, 2018, 21:40 | Autore: Fausta Monteleone
  • Surgelati ritirati in tutta Europa

Nello specifico i prodotti Findus interessati sono: minestrone tradizione da un chilo (L7311, L7251, L7308, L7310, L7334), minestrone tradizione 400 grammi (L7327, L7326, L7304 e L7303), minestrone leggeramente sapori orientali 600 grammi (L7257, L7292, L7318, L8011) e minestrone leggeramente bontà di semi 600 grammi (L7306). "La stessa Greenyard ha peraltro annunciato il ritiro anche di prodotti surgelati a marchio Freshona nei punti vendita Lidl della sola Sicilia".

In Ungheria, l'Agenzia per la sicurezza alimentare ungherese il 29 giugno 2018 ha invitato Greenyard al richiamo delle verdure surgelate prodotte tra il 13 agosto 2016 e il 20 giugno 2018.

Anche Coldiretti, la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura italiana, è intervenuta nella vicenda, "il ritiro di lotti contaminati dalla listeria in Italia ed in tutta Europa è purtroppo solo l'ultimo di una serie di allarmi alimentari". Al momento non risultano focolai di Listeria in Italia ed il ritiro dei prodotti sono effettuati in via precauzionale. Danimarca, Austria, Svezia e Regno Unito hanno infatti riscontrato dei contagi e altri se ne potrebbero registrare, dato il lungo periodo di incubazione del batterio. La Listeria è resistente alle basse temperature e provoca tossinfezioni alimentari.

Lotti di minestrone Findus e lotti di verdure e mais Lidl sono stati ritirati, come rendono noto le aziende sui propri sito web. Il prezzo di acquisto sarà rimborsato, anche senza presentazione dello scontrino. Aumentano i prodotti ritirati dal mercato: diverse le marche coinvolte nell'operazione precauzionale che riguarda mais e verdure Ma finché i prodotti contaminati sono ancora nei congelatori dei consumatori possono ancora emergere nuovi casi.

I lotti riguardano mais e mix di verdure surgelate Freshona. Dalla mucca pazza alla carne alla diossina nel nord Europa, dal latte alla melamina dalla Cina alla mozzarella blu fino alle polpette con carne di cavallo spacciata per manzo e venduta in tutta Europa, con la globalizzazione degli scambi commerciali gli allarmi - è quanto sottolinea la Coldiretti - si diffondono rapidamente nei diversi Paesi con pericolose conseguenze per la salute dei cittadini ma anche sul piano economico per gli effetti sui consumi poiché non si riesce a confinare l'emergenza anche per le logiche produttive e commerciali. Queste reti, volte a individuare focolai di infezione e determinarne la causa, permettono di agire sia ritirando i prodotti dal mercato che adottando le necessarie misure nei confronti degli impianti di produzione e informando la popolazione a rischio. Di fronte all'atteggiamento incerto e contradditorio dell'Unione Europea che obbliga ad indicare l'origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per quella trasformata in salumi, per l'ortofrutta fresca ma non per i succhi, le conserve di frutta o per gli ortaggi conservati, l'Italia che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità ha il dovere - conclude la Coldiretti - di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie anche promuovendo una profonda revisione delle norme comunitarie.

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