Brexit, trema governo: si dimette anche Boris Johnson. May nomina Hunt

10 Luglio, 2018, 13:29 | Autore: Santina Resta
  • Gran Bretagna sfida a May si dimette Davis ministro della Brexit

Lo riferisce l'agenzia Pa. Una doppietta di dimissioni che mette in grande difficoltà il governo di Londra.

Le dimissioni di Johnson sono un altro duro colpo per la premier, che domenica sera aveva dovuto incassare l'addio del ministro per la Brexit David Davis, rimpiazzato da Dominic Raab.

Il ministro per la Brexit, David Davis, si è dimesso in polemica con la premier Theresa May e la sua linea conciliante con la Ue sui termini di uscita dall'Unione europea. Anche davanti alla Camera dei Comuni, la premier ha assicurato che garantirà l'uscita dall'Ue, dal mercato unico e dall'unione doganale, ponendo anche le condizioni per una nuova partnership doganale con Bruxelles, per un libero commercio sui beni industriali e agricoli e confini aperti in Irlanda.

Le dimissioni di Johnson hanno invece causato un dietrofront della sterlina con GBP/USD sceso a 1,3242 sui minimi di giornata rispetto a al picco intraday a 1,3363 di questa mattina (massimo a due settimane), a testimonianza dell'umore degli investitori che vedono ora una spaccatura nel governo May difficilmente risanabile. L'ormai ex ministro ha motivato le sue dimissioni sottolineando che "era abbastanza chiaro che io non sostenessi" il piano, considerato "troppo debole. È pericoloso". E sul suo successore che dovrà portare avanti i negoziati con l'Ue, dice: "May ha bisogno di un ministro sulla Brexit che la aiuti a realizzare la sua strategia". Il leader Jeremy Corbyn ha detto che il governo di Theresa May è sprofondato "nel caos", è "incapace di raggiungere un accordo" con l'Ue e deve "cedere il passo a chi è capace". "Il primo ministro ringrazia Boris per il suo lavoro svolto". Unanimità ora rotta da Davis. Dal fronte dei 'brexititeers', plausi al gesto "coraggioso e da uomo di principi" di Davis arrivano a tamburo battente da deputati come Peter Bone, Andrea Jenkyns e Harry Smith, mentre molti osservatori danno già per scontata una sfida imminente alla leadership Tory della May. Né manca chi, dalla trincea dei "remainer" più irriducibili, rilancia alla fine di tutto il processo anche lo scenario di un referendum bis sulla Brexit.

Raccomandato: