Migranti, il Viminale blocca una nave italiana che ha soccorso 66 migranti

10 Luglio, 2018, 05:27 | Autore: Santina Resta
  • Il ministro dell'Interno Matteo Salvini

Si era nel pieno della crisi innescata dalle parole del ministro dell'interno Salvini sulla volontà dell'Italia di non accogliere più migranti. L'azione, sottolineano le fonti, "deve essere coordinata a livello governativo, altrimenti l'Italia non ottiene nulla oltre a qualche titolo sui giornali, fermo restando che la guida italiana per noi è motivo di orgoglio". Il tema sottotraccia, convitato di pietra, è quello dell'allontanamento dell'Italia dal tradizionale asse franco-tedesco in favore delle posizioni più intransigenti dei paesi di Visegrad che hanno chiuso le frontiere. E' il primo summit di rilievo del semestre a presidenza austriaca, dopo il siluramento della riforma del Trattato di Dublino sull'asilo ad opera di Italia, Spagna e gruppo di Visegrad. L'arrivo del pattugliatore irlandese Samuel Beckett, ieri sera nel porto di Messina, con a bordo 106 persone, quasi tutte del Sud Sudan, ne è una prova.

Giovedì, infatti, Salvini è atteso a Innsbruck per la riunione dei ministri dell'Interno europei, dove ha già in agenda diverse questioni da affrontare.

Matteo Salvini annuncia l'intenzione di portare al tavolo europeo di Innsbruck con gli altri ministri degli Interni Ue "la richiesta di bloccare l'arrivo nei porti italiani delle navi delle missioni internazionali".

"Purtroppo - proseguescrive Salvini nel post su Twitter - i governi italiani degli ultimi 5 anni avevano firmato accordi perché tutte queste navi scaricassero gli immigrati in Italia".

Concorda sulla linea del vicepremier il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, secondo cui l'accoglienza dei 106 migranti è imposta da "un folle accordo europeo Sophia con cui Renzi ha svenduto interessi Italia". L'11 vedrà il collega tedesco Horst Seehofer che vuole una "stretta" e su questo ha messo in bilico la cancelliera Angela Merkel, e il giorno dopo il tavolo sarà a tre, aperto anche al ministro austriaco Herbert Kickl.

Nel giro di poche ore è arrivata una precisazione dal ministero della Difesa, che ha spiegato che l'operazione Sophia "è una missione europea ai livelli Esteri e Difesa, non Interni", che "quel che vanno cambiate sono le regole di ingaggio", e va fatto "nelle sedi competenti, non a Innsbruck...".

Nonostante i salvataggi in mare non siano un obiettivo della missione, le navi militari si sono spesso trovate nel Mediterraneo centrale, lungo la rotta percorsa dai barconi dei trafficanti e dalle navi delle ONG e mercantili che hanno effettuato operazioni di salvataggio. Potrebbe essere uno degli ultimi sbarchi da navi militari Ue.

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