Nave italiana salva 66 migranti. "Il Viminale pronto a bloccarla"

11 Luglio, 2018, 03:59 | Autore: Santina Resta
  • Magliette rosse per i migranti l'appello vola sui social. Salvini ironizza

E proprio domattina Salvini, dopo la bufera sui conti della Lega che ha innescato tensioni con la magistratura, è atteso al Colle dal presidente Sergio Mattarella e se il tema giudiziario non è assolutamente in agenda, come messo in chiaro da fonti del Quirinale, si parlerà invece di sicurezza e migranti. I migranti sono stati trasferiti a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera italiana - che è dovuta intervenire, spiega, per sedare appunto una rivolta a bordo - che li porterà in Italia.

Ma successivamente la nave ha lasciato i migranti a una nave della guardia costiera italiana, la Diciotti, "che pure era più lontana rispetto ai libici che stavano entrando in azione", fa sapere il Viminale. I 67 migranti (58 uomini, 3 donne e 6 minori) sono stati trasbordati sulla Diciotti che essendo una nave delle Capitanerie sbarcherà certamente in Italia. Ma al momento non si sa ancora dove: "Stiamo ragionando - dice Salvini - Se qualcuno ha fatto qualcosa che va contro la legge appena sbarca in Italia finisce in galera e non in un centro di accoglienza". Due su 66. Si tratta di un ghanese e di un sudanese. "In quali di questi Paesi c'è guerra?" twitta polemico Salvini. Questo a prescindere che l'asilo si concede anche per altri motivi, come prescrive l'articolo 10 della Costituzione. La nave Vos Thalassa, rimorchiatore a servizio di piattaforme petrolifere è, infatti, intervenuta ieri sera per recuperare una sessantina di migranti e "ha anticipato l'intervento della guardia costiera libica che era già stata allertata". Il "problema politico" posto dal ministro dell'Interno Salvini al premier Conte, al vicepremier Di Maio e al ministro delle Infrastrutture Toninelli sulla vicenda è il seguente: "La guardia costiera italiana non può sostituirsi a quella libica, soprattutto se i colleghi africani sono già entrati in azione".

Nonostante i salvataggi in mare non siano un obiettivo della missione, le navi militari si sono spesso trovate nel Mediterraneo centrale, lungo la rotta percorsa dai barconi dei trafficanti e dalle navi delle ONG e mercantili che hanno effettuato operazioni di salvataggio. Tuttavia nelle situazioni di emergenza le regole del mare dicono - come ormai è stato ricordato tante volte in queste settimane - che il soccorso è obbligatorio. "Possono minacciarmi, ma io non mi fermo!", ha aggiunto il ministro, accompagnando il post con l'hashtag #primagliitaliani.

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