Il ministro Savona: "Dobbiano essere pronti a tutto, anche ad uscire dall'euro"

13 Luglio, 2018, 17:27 | Autore: Doriano Lui
  • Il vicepremier Luigi Di Maio

Le conseguenze sono tanto pericolose quanto evidenti: "L'assenza di pieni poteri della Bce sul cambio causa una situazione in cui la crescita dell'economia dell'eurozona risulta influenzata, se non determinata, da scelte o vicende che accadono fuori dall'Europa". "Non ha alcun senso un piano B. Ha senso un piano di riforme europee che parta da una nuova stagione riformista per l'Europa che metta al centro il lavoro, la competitività delle imprese in Europa", ha aggiunto. A distanza di 45 giorni da allora, però, il professore ha riproposto la sua ricetta in commissione: bisogna essere pronti "non ad affrontare solo la normalità, ma il famoso cigno nero", perché "uno shock straordinario devi essere pronto ad affrontarlo" ha detto Savona. "Se la Bce non ha compiti pieni sui cambi, ogni azione esterna che tocchi il dollaro Usa o anche altre valute, si riflette sull'euro senza che l'Ue abbia strumenti per condurre un'azione diretta di contrasto".

Le parole del Ministro hanno avuto una reazione sullo spread BTP/Bund a 10 anni che repentinamente è schizzato ai massimi di seduta. "Mi sento cittadino europeo - ha detto Savona - e dobbiamo fare di tutto per cercare di mettere all'ordine del giorno il discorso della cittadinanza europea". Ci scappa quasi l'applauso quando dice che, "se non hai un mercato unico con una moneta unica, non puoi difendere le sovranità". "Mi recherò da Draghi appena terminato questo incontro". Oggi posso dire che non ci sto pensando e il governo non sta lavorando a questo. Prima volevo che la mia azione godesse della legittimazione democratica. "E' per questo che mi sono mosso in questo modo". Gli darò una mano, ma lui è il responsabile, quindi lui è terrorizzato di finire come il ministro dell'Economia che finisce con la crisi economica italiana. Il ministro per gli Affari europei spiega inoltre che "abbiamo bisogno del ministro degli Esteri che conduce un po' di diplomazia monetaria internazionale, una volta lo faceva la Banca d'Italia".

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