Ue: "Pil Italia rivisto al ribasso all'1,3% nel 2018"

14 Luglio, 2018, 13:30 | Autore: Doriano Lui
  • Commissione Ue taglia la crescita, il Pil scende dello 0,2%: Italia ultima in Europa

La Commissione Ue ha rivisto al ribasso le stime sul Pil dell'Italia: per il 2018 vengono limate a 1,3% (da 1,5% previsto a maggio) e nel 2019 a 1,1% (da 1,2% di maggio)."Sebbene l'economia italiana sia cresciuta di 0,3% nel primo trimestre 2018, solo poco meno del trimestre precedente, non è completamente sfuggita alla generale perdita di slancio delle economie avanzate", si legge nelle previsioni estive della Commissione. L'Italia resta fanalino di coda d'Europa per la crescita: nel 2018 è la più bassa dei 28 paesi assieme a quella del Regno Unito (con la stessa crescita del Pil).

La Commissione Ue scrive anche che i rischi sulle prospettive di crescita sono aumentati "di fronte a una riaccesa incertezza di politiche a livello globale e domestico".

Per quanto riguarda l'inflazione è prevista una crescita in Italia rispetto alla media dell'1,3% del 2017, "soprattutto come risultato di prezzi più alti dell'energia".

Le stime, basate su una politica economica invariata e l'ipotesi che non scattino le clausole di salvaguardia nel 2019 con l'aumento dell'Iva, sono state abbassate di 0,2 punti sul 2018, rispetto alle previsioni di tre mesi fa, mentre sul 2019 è stata operata una limatura di 0,1 punti. La nuova stima è 1,4% nel 2018 e 1,6% nel 2019, "largamente dovuto all'effetto del prezzo più alto del petrolio che sarà ulteriormente amplificato da un'euro più debole".

Nonostante l'evidente posizione di difficoltà del Bel Paese, la Commissione Ue non intenderebbe proseguire con la flessibilità fino ad concessa, di cui l'Italia è la maggior beneficiaria, e che non si è limitata al periodo di crisi e si è rivelata "eccessiva", sostiene la Corte dei Conti Ue nel rapporto che analizza la 'discrezionalità' che Bruxelles ha rivendicato nel giudizio dei conti pubblici, e che molto ha aiutato l'Italia a restare in linea con le regole Ue. "Quindi esistono rischi significativi al ribasso". Tuttavia, la revisione al ribasso della crescita del PIL da maggio dimostra che un contesto esterno sfavorevole, ad esempio le crescenti tensioni commerciali con gli USA, può erodere la fiducia e incidere negativamente sull'espansione economica. Inoltre, ciò si aggiunge a alle preoccupazioni sulle possibili conseguenze negative di una "rinnovata volatilità dei mercati".

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