Ilva, Di Maio: 'Tavolo non è club privato'

02 Agosto, 2018, 16:19 | Autore: Doriano Lui
  • Ilva dopo l'incontro al Mise per Di Maio i

A distanza di pochi giorni dagli incontri che il ministro Luigi Di Maio ha avuto con sindacati e vertici aziendali di Arcelor Mittal, al Mise si torna a parlare di Ilva. Proprio per questo, Di Maio adesso dovrebbe compiere un gesto di serietà: concludere la vendita alla società che ha vinto la gara, e dare seguito al piano industriale che è stato concordato e autorizzato a livello locale, nazionale ed europeo. Già ieri Di Maio aveva precisato che "il tavolo non è stato convocato per trasformarsi in un club privato dove si discute nell'oscurità" e che "tutto deve essere trasparente".

"Di Maio è abituato in televisione a fare i monologhi ma deve sapere che deve confrontarsi: se ha delle idee forti non deve scappare, non deve buttare la palla in trubuna, deve parlare con il sindacato, che rappresenta l'85% dei lavoratori", ha aggiunto. Le parole sono state dette dal Governatore dopo la partecipazione al tavolo istituzionale tenutosi al Mise. Alcuni hanno bollato l'iniziativa come un affollamento che non consentirebbe un confronto serio mentre il tempo stringe e una nuova incertezza grava sulla trattativa in attesa del verdetto dell'Avvocatura di Stato sull'eventuale annullamento dell'aggiudicazione della gara sull'Ilva alla cordata AmInvestco. "Sappiamo che tutto scade al massimo il 15 settembre, ma sappiamo anche che la vera scadenza è anche prima". "Ho chiesto dei miglioramenti ad ArcelorMittal sugli aspetti ambientali e occupazionali, e per me non sono ancora sufficienti".

Il ministro, pur riconoscendo la metodologia "inusuale", ha rimarcato che il metodo del Movimento 5 Stelle è quello di volere "ascoltare tutti" e rendere partecipi "tutti i soggetti interessati".

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"Sigle - prosegue Melucci - dunque spesso inclini al dileggio delle Istituzioni, sigle che hanno parte della responsabilità di aver lacerato la comunità ionica in questi anni". A conti fatti resterebbero 1.500 esuberi: i sindacati chiedono che ci siano garanzie per tutti, e che Mittal, a fine piano quinquennale, si faccia carico degli eventuali esuberi.

"Rischio passerella? Fate voi i vostri conti: è un incontro di due ore con 62 associazioni e quattro componenti per ogni associazione, significa che l'azienda presenterà l'addendum, il ministro commenterà e poco altro". I quali, nel frattempo, sembrano molto meno critici del governo. Che sul versante dell'occupazione non ha scoperto le carte.

"Il rischio è quello di una passerella" avverte anche Marco Bentivogli, segretario della Fim-Cisl.

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