L'Asso 28 italiana riporta 108 migranti in Libia, Salvini: "Noi non c'entriamo"

02 Agosto, 2018, 23:13 | Autore: Santina Resta
  • Nave italiana soccorre e riporta in Libia 108 migranti

Un'altra giornata di passione sul fronte migranti.

L'esecutivo gialloverde già venti giorni fa si era imposto in un caso simile, quello della nave di supporto a una piattaforma petrolifera, la Vos Thalassa, che dopo aver soccorso degli immigrati stava per consegnarli ad una motovedetta libica quando un tentativo di rivolta a bordo - i clandestini temevano di essere riportati indietro - ha convinto il comandante ad invertire la rotta e a chiedere l'aiuto della Guardia costiera italiana che prese poi a bordo della nave Diciotti gli immigrati sbarcandoli a Trapani dopo l'ingerenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Non ci sono ancora conferme che sia effettivamente andata così: la Asso 28 potrebbe avere deciso di contattare direttamente i libici e tagliare fuori il passaggio del MRCC italiano.

Secondo la convenzione di Ginevra, a tutti va garantito il diritto d'asilo e di essere sbarcati in un porto sicuro. In tal caso non sarebbe infatti da escludere l'ipotesi di aver messo in atto un respingimento collettivo, vietato dal diritto internazionale.

Sul caso è immediatamente intervenuto Nicola Frantoianni. "Un respingimento in flagrante". Il rimorchiatore era impegnato nell'assistenza alla piattaforma di estrazione "Sabratha" della Mellita Oil & Gas (joint venture tra Eni e Noc libica) e alle 15 ora italiana di lunedì 30 ha ricevuto istruzioni dal Marine Department di Sabratha, dopo aver imbarcato rappresentanti dell'Authority libica (cioè della Guardia costiera), di dirigersi a 1,5 miglia dalla piattaforma dov'era stato avvistato un gommone.

Il ministro dell'Interno italiano Matteo Salvini ha negato il coinvolgimento della guardia costiera italiana nell'operazione, la quale, dal canto suo ha specificato che le operazioni di soccorso sono state coordinate dai libici. "Abbiamo detto che 'SE lo facesse su indicazione della guardia costiera italiana sarebbe ancora piu' grave'". Anche l'ex ministro dell'Interno Minniti aveva ricordato l'impegno dell'Italia a costruire un centro di coordinamento, sul modello italiano, a Tripoli nella relazione al Parlamento del 5 luglio 2017. Di questo abbiamo le prove.

Se la notizia venisse confermata dalla Guardia Costiera questa creerebbe un precedente importante. C'è il dispositivo con cui il Tribunale del riesame di Ragusa ha rigettato a maggio il ricorso al dissequestro della nave di Open Arms in cui il giudice scrive che la Libia non è un porto sicuro, ci sono Oim, Unhcr e Ochoa, agenzie delle Nazioni Unite che si occupano di richiedenti asilo, migranti e diritti umani che hanno definito la Libia un inferno.

Raccomandato: