Casa » Sport

Sala apre lo scontro politico sulle Olimpiadi del 2026

02 Agosto, 2018, 18:44 | Autore: Eufebio Giannola
  • Olimpiadi 2026, Malagò:

E il palaghiaccio nel nuovo quartiere di Santa Giulia (dove si è trasferita anche Sky) realizzato dal colosso australiano di Lendlease era ed è una condizione essenziale. "Qualora la nostra posizione non sia ritenuta accettabile accoglieremo di buon grado la decisione del Coni e, certamente, faremo il tifo per la candidatura italiana selezionata", conclude il sindaco di Milano. In una lettera destinata a Malagò, Sala si è di fatto sfilato dall'organizzazione delle Olimpiadi delle Alpi, sentendosi evidentemente tirato in mezzo alle lotte intestine del governo giallo-verde.

Ma già ieri il sindaco di Milano Beppe Sala aveva espresso qualche scetticismo sul tema della governance: "Leggo le dichiarazioni del presidente del Coni Giovanni Malagò".

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha scritto una lettera al presidente del CONI Giovanni Malagò per spiegare che non è d'accordo col modo in cui il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) ha indicato la candidatura congiunta di Milano, Torino e Cortina a sedi delle Olimpiadi invernali del 2026.

E il governo, tramite il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti, in serata ha fatto sapere che "verificherà la compatibilità delle linee guida con quelle poste dal Consiglio dei ministri". "Nella nostra proposta non ci sarà una città capofila: è una novità assoluta nella storia del processo delle candidature e abbiamo ottenuto dal Cio la possibilità di avere un riscontro di pari dignità su questa ipotesi". Dopo avere notato che "una candidatura unica sarebbe migliore" di una unitaria con Cortina e Milano, Appendino aggiunge comunque che Torino "è a disposizione" a fronte di una decisione del governo nazionale. "Si è cercato di prendere il meglio da ogni singolo dossier". Per questo l'ipotesi più accreditata tra le tre è quella di una candidatura condivisa tra Milano e le Dolomiti che permetterebbe di risparmiare sulle piste da sci (che il dossier milanese colloca ora in Valtellina) e sugli impianti per bob, trampolino e skeleton che eviterebbero di sconfinare in Engadina, a Sankt Moritz. È questa l'indicazione che la commissione di valutazione guidata da Carlo Mornati ha dato al Coni, alla vigilia della decisione finale della Giunta e del Consiglio nazionale sui Giochi invernali del 2026. "Accogliamo con gioia questa bellissima notizia per il Veneto: Cortina farà parte della candidatura italiana alle olimpiadi invernali 2026. Ringrazio il Coni e il Presidente Malagò per l'equilibrio e la correttezza mantenuti anche nelle fasi più complesse della vicenda". Abbiamo spiegato le motivazioni per cui riteniamo opportuno che la città di Torino sia protagonista della candidatura e non stampella di altre città. Infine, riguardo al nome che dovrebbe assumere la candidatura italiana, Malagò ha spiegato: "Non lo sappiamo ancora". Chiamparino (Piemonte): "Se ora il Coni formalizza che c'è una possibile candidatura a tre città senza che nessuna sia capofila, credo che bisogna quanto meno sedersi al tavolo e andare a vedere". Poi, dopo il via libera da parte del Coni alla candidatura congiunta, Sala ha dichiarato: "La delibera del Coni non è un progetto e quindi non è giudicabile". Ma se Torino ha tutto da guadagnare da una candidatura unitaria, Milano ha tutto da perdere.

Raccomandato: