Bergamo, neonate morte di pertosse. Burioni: "Vaccinare le mamme"

04 Agosto, 2018, 21:53 | Autore: Fausta Monteleone
  • Pertosse due neonate morte nel Bergamasco. Burioni

Le due bambine morte a causa della pertosse provenivano da zone diverse della provincia, lontane tra loro decine di chilometri, e si sono ammalate a distanza di oltre un mese l'una dall'altra.

Il 90% dei casi di si registrano proprio nelle popolazioni in cui non viene effettuata la vaccinazione e in questi casi la pertosse può portare a una mortalità elevata nei bambini.

"Esprimo la mia vicinanza, e a nome del presidente Fontana quella dell'intera Giunta regionale, alle famiglie delle due neonate di un mese decedute al Papa Giovanni XXIII di Bergamo colpite dal virus della pertosse". È stata ricoverata all'ospedale di Seriate e poi trasferita ad Alzano Lombardo. Qui i medici hanno cominciato le cure antibiotiche. La pertosse si caratterizza per una tosse persistente (per più di tre settimane). "Alcuni vaccini proteggono per sempre - scrive il medico -, altri forniscono un'immunità limitata nel tempo. Questo e' il caso del vaccino contro la pertosse, dove addirittura la malattia stessa non fornisce una protezione permanente". Una delle due madri, secondo quanto emerso, non era vaccinata mentre l'altra, che aveva ricevuto il vaccino da bambina, avrebbe avuto bisogno di un richiamo, perché l'immunità svanisce nel tempo.

"A causa di questa minore efficacia del nuovo vaccino, e pure a causa delle mancate vaccinazioni, i casi di pertosse stanno aumentando - prosegue sul suo profilo Facebook il dottor Burioni -". Le due donne, una italiana e residente vicino a Treviglio e l'altra di origine romena, residente nel Cremasco ma che gravita nella Bergamasca, avevano avuto una gravidanza senza problemi ma avevano contratto la malattia. Ma Burioni afferma poi: "Possiamo però proteggerli ugualmente: prima di tutto dobbiamo vaccinare la madre in gravidanza, affinché abbia anticorpi da trasmettere; poi dobbiamo vaccinare i bambini tempestivamente e senza ritardi, in modo che quanto prima possano difendersi da soli da questa minaccia". "Inoltre, siccome l'immunità contro questa infezione è sempre molto debole, le madri non riescono a trasmettere ai loro figli una quantità adeguata di anticorpi durante la gravidanza: alla nascita i neonati saranno quindi estremamente vulnerabili". Insomma, dobbiamo creare una 'zona di sicurezza' intorno al neonato dove il batterio non possa stabilirsi.

"Per questo - conclude Burioni - è molto importante che tutti vengano vaccinati, in modo da non consentire la circolazione di questo pericoloso batterio".

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