Migranti, Moavero: "Non dimentichiamo che anche i nostri nonni lo erano"

10 Agosto, 2018, 21:57 | Autore: Santina Resta
  • Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi

Le sue parole dignitose non sono piaciute al Carroccio che ha reagito con i capigruppo Molinari e Romeo: "Paragonare gli italiani che sono emigrati nel mondo, a cui nessuno regalava niente nè pagava pranzi e cene in albergo, ai clandestini che arrivano oggi in Italia è poco rispettoso della verità, della storia e del buon senso". Oggi è un giorno di commemorazione - osserva Battista - ma soprattutto di riflessione all'indomani di altre due tragedie in cui hanno perso la vita operai che rappresentano la parte più debole di un mondo che anche nel 2018 trascura la dignità di chi è costretto a piegarsi per sopravvivere. Sono stati tanti gli italiani "che lasciarono le terre natie cercando all'estero un futuro migliore per sé e per i propri figli, spesso affrontando viaggi incerti e pericolosi, condizioni impervie di vita", ha ricordato il ministro nel suo messaggio. Riflettiamo con consapevolezza e giusto orgoglio su queste esperienze di molti fra i nostri padri e nonni - è l'invito del titolare della Farnesina - Riconosciamo, con convinto rispetto, il loro inestimabile contributo alla storia d'Italia e dei luoghi dove si recarono. "Siamo stati, fino ai primi anni sessanta del ventesimo secolo, appena ieri, una nazione di emigranti nel mondo". E ha aggiunto: "Siamo stati una nazione di emigranti, siamo andati stranieri nel mondo cercando lavoro" e bisogna ricordarlo "quando vediamo arrivare in Europa i migranti della nostra travagliata epoca". "Non scordiamoci mai dei loro sacrifici", ha concluso il ministro degli Esteri. Fu difficile trovare uno spazio, in tessuti sociali diversi dal nostro, fra non poche ostilità e anche prove di solidarietà: "ma fu possibile per tanti, tantissimi". Le arricchirono con la loro opera, intellettuale e manuale. Noi, ha spiegato il minstro, "siamo per la distribuzione, che deve tener conto che si tratta di esseri umani e non di merci che possiamo far circolare senza tener in conto il loro parere".

Marcinelle come monito per tutti coloro che hanno responsabilità politiche e l'incarico di legiferare in materia di sicurezza sul lavoro e di immigrazione, anche a livello europeo, perché, come ricorda ancora Moavero: "Stiamo discutendo molto, negli ultimi anni, di rinnovamento europeo, di rilancio dell'Unione in una maggiore sintonia con i suoi cittadini". Insieme, siamo affettuosamente vicini alle famiglie delle vittime di Marcinelle e delle tragedie del lavoro di ogni tempo.

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