Turchia, Erdogan chiede a cittadini di comprare lire in "sforzo nazionale"

12 Agosto, 2018, 00:57 | Autore: Doriano Lui
  • Banconote di lire turche

A peggiorare la situazione la decisione di Trump di raddoppiare nei confronti della Turchia i dazi su acciaio e alluminio. Nel discorso di oggi tanto atteso, il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan ha invitato i cittadini a sostenere il valore della moneta, tartassata dalle vendite. La moneta turca è scesa ai nuovi minimi storici arrivando oltre quota 6 per un dollaro (perdendo un terzo di valore da inizio anno) e da un'inflazione galoppante con i rendimenti dei titoli di Stato decennali che fermi al 20%. A fare peggio di tutti è proprio Piazza Affari, col Ftse Mib che termina gli scambi in arretramento del 2,51%, ma anche Francoforte vede il Dax lasciare sul campo un netto 1,99%, mentre Londra contiene le perdite allo 0,97%.

Il leader turco non ha esitazioni nel parlare di una "guerra economica" che la Turchia non perderà. Un'opzione percorribile sarebbe quella degli aiuti da parte del Fondo Monetario Internazionale, ma ci sono molti dubbi che Erdogan li accetti, perché vorrebbe dire mettersi in una posizione subordinata e di debito rispetto all'Occidente, alleato che sta progressivamente allontanando per avvicinarsi alla Russia di Vladimir Putin.

Erdogan ha un forte controllo personale sull'economia turca, essendosi assicurato il diritto di nominare personalmente il capo della banca centrale e avendo nominato suo genero, Berat Albayrak, come nuovo ministro dell'Economia. Secondo gli esperti, la soluzione alla crisi turca passa per una serie di scelte a breve termine dolorose, ma che avranno effetti positivi a lungo termine.

Il presidente turco Tayyip Erdogan lo scorso 15 luglio a Istanbul.

La semestrale ha invece giovato a Creval (+0,78%), mentre Unipol che l'ha presentata prima dell'apertura di Borsa, ha perso lo 0,24%.

Una conferma in questo senso è la gestione della crisi diplomatica nata intorno al pastore evangelico arrestato, Andrew Brunson. Erdoğan ha però alzato ulteriomente la posta e alla fine ha abbandonato le trattative.

Wilbur Ross, segretario del Commercio americano, ha spiegato che l'aumento dei dazi dal 25 al 50 per cento è stato deciso perché non erano abbastanza alte da ridurre sufficientemente le esportazioni di acciaio e alluminio negli Stati Uniti (una situazione che rispecchia la disputa dei mesi scorsi con l'Europa sullo stesso argomento). Non l'hanno fatto. La reazione degli Stati Uniti è stata ben lontana dall'essere soddisfacente.

Raccomandato: